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Gli operatori del turismo chiedono il passaporto vaccinale

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Agenzie di viaggio, alberghi, b&b sperano nel passaporto vaccinale per la ripresa. Un documento sto che attesti l’avvenuta immunizzazione e che, quindi, consenta ai viaggiatori di potersi spostare tra una località e l’altra senza restrizioni. “Si tratta di uno strumento estremamente interessante per consentire la ripartenza del settore – sottolinea Ivana Jelinic, presidente Fiavet-Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo -. Il passaporto vaccinale darebbe a quanti hanno fatto il vaccino la possibilità di ricominciare a spostarsi sia a livello nazionale, tra le regioni, sia internazionale. Non solo. Ci permetterebbe di lavorare alla creazione di corridoi turistici, ipotesi su cui stiamo ragionando anche a livello internazionale.

Ad oggi, stimiamo 78 miliardi di euro di introiti persi per il 2020, con un calo di fatturato pari al 95/97%. E il 2021 conferma, nelle previsioni, il dato. Il 30% delle imprese non riuscirà a riaprire. Il rischio è che i grandi competitor si trovino poi a cannibalizzarle”.

Chiede interventi concreti anche Federalberghi. “Sì al passaporto sanitario, che indichi l’avvenuto vaccino ma non solo – chiarisce Alessandro Nucara, direttore generale – Chi ha già contratto il virus probabilmente è immunizzato. E si potrebbe inserire anche la certificazione di tamponi fatti 24 o 36 ore prima che verifichino che il soggetto non ha il virus. Non pensiamo tanto a un documento vero e proprio, quanto a una procedura per dimostrare un livello di rischio bassissimo. Consentirebbe di ripartire presto”.

La situazione per il turismo appare drammatica e bisogna fare di tutto e farlo presto per ripartire. “Alle imprese servono certezze – aggiunge Nucara -. Non possiamo dire quante sono a rischio chiusura, perché di fatto è così per tutte. Un anno di chiusura è devastante. Le nostre stime a fine anno erano di -55% del fatturato. C’è però chi ha perso l’80-90% e parlo di intere destinazioni, incluse le principali mete del turismo italiano, come Roma, Milano, Firenze”. Alle quali noi aggiungiamo anche Sorrento e la sua penisola, così come Capri e la costiera amalfitana.

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