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Niente aiuti per i b&b senza partita Iva, gestori in rivolta

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Le strutture extralberghiere senza partita Iva escluse dalle misure di sostegno previste dalla Regione Campania. Lo denunciano alcune delle associazione rappresentative dei gestori di queste attività. Di seguito la nota che hanno diffuso oggi.

“Il giorno 1 ottobre 2021 non è un giorno lieto per i gestori delle strutture extralberghiere della Campania. Difatti, da tale data, sulla scorta di un bando pubblicato dall’assessorato al Turismo della Regione Campania possono presentare domande di finanziamento le micro, piccole o medie imprese impegnate nell’offerta turistica regionale. Ma non i gestori delle strutture extralberghiere che operano con il codice fiscale.

Ciò è quanto si legge nell’Avviso Pubblico (pubblicato sul Burc n. 79 del 9 agosto 2021) emanato con il fine di stimolare la ripresa del turismo e generare conseguenti impatti positivi in termini di rilancio dell’economia, a seguito degli effetti della pandemia da Covid.

È bene tener presente che le strutture con il codice fiscale rappresentano circa il 70% di tutte le strutture ricettive extralberghiere (circa 10mila) presenti sul territorio campano (a Napoli e provincia raggiungono il 90%) e che da circa 15 anni sono una gamba importante per “muovere” l’economia regionale. Difatti, è notorio, tali strutture, ben più di alberghi e pensioni (non avendo al loro interno servizi da vendere) favoriscono la cosiddetta “economia di prossimità” (botteghe artigianali, tour ed escursioni, ristoranti, lidi balneari ecc.).

Anche in questa stagione, ancora segnata dall’onda lunga del Covid e che ha visto una presenza turistica degli stranieri notevolmente inferiore rispetto al passato, b&b e case vacanza hanno rappresentato un argine importante al tracollo delle presenze turistiche.

Ciò nonostante, non hanno beneficiato di ristori (nè nella precedente nè nella legislatura regionale attuale);​ non sono stati messi nelle condizioni di arricchire la loro offerta di servizi aggiuntivi (le cosiddette “politiche attive”); non sono state ammesse, appunto, alle agevolazioni previste; non è stata immaginata una promozione specifica del comparto nè nelle fiere a cui la Regione partecipa nè in altri modi. Eppure, il legislatore campano dell’anno 2001 (L.R. nn. 05 e 17), ne ha previsto la nascita e la diffusione.

E queste si sono sviluppate (eccome!) ed hanno incontrato i favori di tantissimi turisti ( i loro ospiti) che hanno sposato questo nuovo modello di “Turismo Sussidiario” ovvero fatto dal “Basso”, con la condivisione degli spazi familiari ed alimentato dallo scambio di esperienze.

In un incontro tenutosi in Regione con l’assessore al ramo, prof. Felice Casucci, in data 29 settembre c.a., , Atex Campania, Vesuvio Family House​ ed Ospitalità Diffusa per un Turismo di qualità in Campania – AreV-OD – associazioni rappresentative delle strutture extralberghiere – hanno evidenziato la mancanza di ogni politica che vada nella direzione da loro auspicata, manifestando, al contempo, il malcontento diffuso, interpretando non solo il sentimento dei soggetti rappresentati ma del Comparto tutto.

Hanno chiesto con determinazione all’assessore, giunto al suo primo giro di boa (un anno dalla nomina) di farsi carico di portare la loro voce di disappunto alla giunta regionale ed al presidente Vincenzo De Luca (che pure nel 2020, nel pieno della pandemia da Covid, si era pubblicamente espresso a favore dei b&b senza partita Iva), incitandolo ad intraprendere politiche “ad hoc” anche per il segmento così vasto di strutture operanti con codice fiscale.

La misura è colma. Il comparto intende comprendere se, a differenza del legislatore del 2001, l’attuale amministrazione regionale non consideri più l’extralberghiero una risorsa per lo sviluppo turistico”

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