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Altro guasto, blocco delle linee Eav. Denuncia dell’Orsa

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Ieri sera, poco dopo le 20, sul piazzale di Napoli-Porta Nolana, per l’ennesima volta un treno Metrostar, ha rotto la linea aerea (è la seconda volta che succede in una settimana) e, da quel momento in poi si è interrotta la circolazione ferroviaria tra Napoli e le stazioni successive di ogni linea della Circumvesuviana. È stato il caos. A parte l’assenza di informazioni su tutti i canali social aziendali, è successo che i treni (e i viaggiatori) che erano in arrivo a Napoli sono stati bloccati a San Giorgio a Cremano ed a Barra e i funzionari aziendali reperibili (coloro che devono gestire le emergenze in assenza dei dirigenti) non sono stati capaci di organizzare un servizio automobilistico sostitutivo se non dopo un’ora e mezza (eppure l’Eav ha un deposito di bus ad appena 10 minuti di strada dalla stazione di Barra).

Praticamente è successo che la cattiva gestione dell’emergenza ha amplificato gli effetti negativi del disservizio sia sui viaggiatori e sia sulla circolazione ferroviaria che era interrotta tra Napoli e Barra e che da Barra proseguiva verso Sarno e Sorrento. “Questo episodio è solo uno dei tanti che utenti e lavoratori devono subire ma di cui pochi oramai parlano – fanno sapere dal sindaco Orsa -. Il trasporto pubblico locale sta implodendo e questo è un tema che deve essere affrontato senza pregiudizi, guardando i dati reali e non quelli che si affannano a dichiarare i dirigenti delle aziende, troppo presi in altre faccende tanto da non riuscire più a vedere la tragica realtà quotidiana”.

Con l’apertura delle scuole i treni ed i bus viaggiano e viaggeranno sempre più affollati, anche perché le corse sono ampiamente insufficienti per garantire sia un servizio adeguato alla richiesta e sia il distanziamento e l’affollamento al di sotto dell’80% della capienza dei mezzi. Il programma di esercizio (l’offerta treni o bus) è stato “costruito” in base a quanti mezzi (pochi) si possono mettere in strada o su rotaia e non sulle reali esigenze dei viaggiatori. Una maggiore frequenza dei treni e degli autobus su stazioni o fermate, sarebbe auspicabile, ma è semplicemente una cosa impossibile da realizzarsi oggi e soprattutto nei prossimi mesi ed anni.

“La causa di ciò e semplice ed è sotto gli occhi di tutti quelli che realmente vogliono guardare i fatti e non ascoltar chiacchiere – aggiungono dall’Orsa -. Mancano i treni, mancano gli autobus, manca il personale. Questo è il dato fondamentale, ed è inequivocabile che sono fallite tutte le politiche di gestione del personale e della manutenzione dei mezzi di trasporto. È inutile parlare di ciò che succederà nei prossimi mesi ed anni, è un mantra che viene ripetuto oramai da troppo tempo e cosa è cambiato? Nulla, fino ad ora, se non in negativo”.

Prendiamo ad esempio la Circumvesuviana, nel 2010 aveva 144 elettrotreni, ebbene oggi, nonostante l’enorme sforzo economico messo in campo dalla Regione Campania, non si riesce a vederne in circolazione più di 50 contemporaneamente. “Questi dati – fanno sapere dal sindacato – sanciscono il fallimento della gestione dell’azienda, di questo ne sono consci sia i dipendenti che gli utenti, possibile che l’unico a non rendersene ancora sia il governatore Vincenzo De Luca?”.

“In tutti questi anni abbiamo ascoltato solo promesse ma il vero problema non è quando e/o come arriveranno i treni, nuovi o ristrutturati che siano. Il vero problema è la gestione, la riparazione e l’affidabilità di quelli attualmente in servizio. In questo l’Eav ha fallito su tutti i fronti – conclude l’Orsa -. Ritardi, soppressioni e guasti gravi sono all’ordine del giorno e solo chi non li vuol vedere, colpevolmente, non ne parla e soprattutto non ne scrive sui giornali. Questa è la realtà, ed è sotto gli occhi di tutti quelli che veramente la vogliono guardare, il resto sono chiacchiere, utilissime per riempire le pagine dei giornali, ma poi? Poi resta il tragico quotidiano, che però interessa solo a quei “poveri diavoli” che sono costretti a prendere treni e bus (oppure a lavorarci) e a nessuno più”.

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