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A Meta lavori edili rinviati per salvaguardare un nido di rondini

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Da alcuni mesi è possibile vederle volteggiare, mentre sfiorano con acrobatiche planate i basoli della carreggiata e l’asfalto, zig-zagando in cerca di insetti per nutrire la nidiata. A differenza del trend nazionale a Meta, come in altri Comuni della penisola sorrentina, si è registrato un aumento dei nidi di rondini che hanno utilizzato balconi, tetti spioventi, mura e volte di portoni del centro storico per riprodursi.

Esistono sei sottospecie di rondini ma la rondinella più conosciuta è quella europea (Hirundo rustica rustica). Aristotele, vedendole scomparire in inverno, credeva che si trasformassero in rane per superare i mesi freddi. Questo perché in autunno le rondini si riuniscono in grossi dormitori nei canneti lacustri. Le rondini, oltre ad essere delle creature delicate e affascinanti, sono degli ottimi alleati in agricoltura e non solo: si nutrono di insetti, mangiandone ogni giorno fino a 170 grammi. Una sola coppia di rondini cattura circa 6mila insetti, di cui il 90% sono mosche e zanzare.

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Lo sanno bene gli abitanti di Meta che non appena si sono accorti della presenza in piazza Casale di un nido di rondini, proprio sulla facciata di un palazzo oggetto di lavori edili, si sono rivolti al Wwf. Immediato l’interessamento dei volontari del panda che hanno effettuato un sopralluogo e contattato la ditta esecutrice dei lavori ricevendo la piena disponibilità del responsabile del cantiere arch. Serafina Cuccaro e degli stessi operai a tutelare la nidiata.
Si è valutato quindi di non montare il ponteggio attorno al sito dove era presente il nido, per non disturbare la covata, e di rimandare a settembre il tinteggio di una parte del soffitto.

Il nido era stato costruito proprio sull’uscio di un’officina meccanica, ragion per cui le rondini, abituate ai rumori dei motori, hanno continuato tranquillamente ad accudire i piccoli incuranti del cantiere edile. A fine giugno quattro piccoli hanno preso il volo e la mamma, complice le alte temperature e la grossa disponibilità di insetti, ha iniziato una seconda covata. Aspetteranno la fine dell’estate per intraprendere il loro lungo viaggio migratorio verso sud.

“Eppure non tutti apprezzano la magia di tali uccelli messaggeri di primavera – dichiara Claudio d’Esposito presidente del Wwf Terre del Tirreno – se è pur vero che continuiamo a documentare atteggiamenti intolleranti nei confronti di tali bestiole. È accaduto anni fa a Sant’Agnello nella stazione della Circumvesuviana, ma anche nella chiesa di Termini a Massa Lubrense, dove non solo i nidi storici sono stati distrutti nel rifacimento della facciata ma sono stati addirittura allocati dissuasori per non permettere alle rondini di ritornare. Eppure non sono tali bestiole una delle più belle manifestazioni del Creato? Infine di recente il Wwf ha documentato una violenta distruzione di un nido a Preazzano di Vico Equense, con la morte dei pullus fatti precipitare sulle scale di un condominio. I fatti sono stati denunciati alle forze dell’ordine in quanto le rondini sono specie protette dalla legge”.

La direttiva 409/79 CEE vieta di distruggere o danneggiare i nidi e disturbare la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione, inoltre la convenzione di Berna ratificata dall’Italia con la legge 503 del 1981 stabilisce gli stessi divieti e classifica le rondini, rondoni e balestrucci tra le specie strettamente protette perché a rischio di estinzione. Entrambe le norme sono state integrate nella legge 157/92 sulla caccia. Infine iI disturbo/danneggiamento/uccisione in periodo di nidificazione integra anche il reato di maltrattamento animale di cui all’art. 544 ter C.P. e di danneggiamento di cose appartenenti al patrimonio indisponibile dello stato (art. 635 C.P.)