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Resta in carcere Tony Badre accusato dell’omicidio del piccolo Giuseppe

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Si è tenuta ieri l’udienza di convalida del fermo di Tony Essoubti Badre accusato dell’omicidio del piccolo Giuseppe e del tentato omicidio della sorellina. Al termine il Gip ha convalidato il fermo ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. Per due ore, assistito dal proprio legale, il 24enne ha parlato con il giudice, rispondendo alle sue domande.

E la confessione si è arricchita di nuovi particolari. “Ho fumato diversi spinelli – ha ammesso – come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma”. Ad agitarlo la vitalità dei tre bambini che erano in casa tutti insieme visto che la domenica le scuole sono chiuse.

Il giorno prima i bimbi avevano distrutto il lettino della cameretta nuova. Poi le urla e l’agitazione e lui ha preso a picchiarli, prima a mani nude con “schiaffi, forti. Poi a pugni. Ma loro strillavano e strillavano ancora”. Quindi li ha colpiti “con la mazza della scopa”.

I piccoli dopo il pestaggio erano feriti tanto che lo stesso 24enne ha detto di essere “andato in farmacia per comprare una pomata. Volevamo medicarli”. Ha iniziato a usare il plurale, Tony, durante la ricostruzione della seconda fase della domenica d’orrore in quella casa di Cardito. “Volevamo, io e Valentina. Lei? Sì, era in casa, era presente. Ma ha cercato di fermarmi”. E lui, per allontanarla, le ha dato un morso in testa.

Intanto, dopo le ammissioni di Tony Badre, emergono anche i primi dettagli dall’esame sul corpo di Giuseppe. Emorragia interna o frattura della base cranica. Sarebbero queste le cause del decesso del bambino. Il piccolo di sei anni massacrato di botte è morto lentamente. Forse poteva salvarsi se solo qualcuno avesse chiamato in tempo i soccorsi. Invece sono trascorse due ore. Un ritardo fatale.