Sorrento verso ok alla “Carta di Amalfi” mentre prosegue l’iter per la Dmo Penisola Sorrentina

Sorrento si prepara ad aderire alla “Carta di Amalfi”. Lo ha annunciato il sindaco Corrado Fattorusso nel corso di un incontro pubblico – moderato da Serena Pane – che si è tenuto l’altra sera presso il Palazzo municipale per illustrare agli addetti ai lavori ed alla cittadinanza i vantaggi che possono derivare dall’adesione al progetto che vede il coinvolgimento di alcune delle principali località turistiche italiane tra le quali Arzachena-Porto Cervo, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo-Madonna di Campiglio, insieme a Positano, Ischia, Ravello e Taormina.

A promuovere l’iniziativa, con il protocollo d’intesa siglato ufficialmente nell’aprile del 2025, i primi cittadini di Amalfi, Daniele Milano, e di Capri, Paolo Falco. Entrambi l’altra sera erano a Sorrento per spiegare le ragioni alla base della sinergia tra istituzioni locali.

“L’obiettivo è quello di affrontare problemi comuni a realtà diverse con una voce unitaria partendo da un concetto imprescindibile: non possiamo e non vogliamo rinunciare al turismo – spiega il sindaco Milano -. Allo stesso tempo dobbiamo pensare alla tutela dei residenti e del territorio, governando e trovando un adeguato equilibrio tra flussi e comunità”.

Un primo risultato è stato già conseguito con l’ultimo “decreto sicurezza” del governo che ha svincolato la voce del personale per gli enti locali a forte vocazione turistica dal numero degli abitanti consentendo così l’assunzione di un numero maggiore di agenti stagionali della polizia municipale.

La “Carta di Amalfi” si prefigge proprio di ottenere una maggiore flessibilità nell’assunzione di unità, ma anche più autonomia nel governo del territorio ed il riconoscimento delle zone turistiche speciali con la garanzia di leve fiscali.

Per il primo cittadino di Capri, Paolo Falco, “è indispensabile costruire un percorso condiviso con la Regione Campania e con il ministero dell’Interno affinché ai sindaci vengano riconosciuti poteri adeguati a garantire sicurezza, ordine pubblico e tutela della vivibilità dei territori”.

Problemi che attanagliano anche Sorrento che, con tre milioni di presenze annue su una superficie tutto sommato limitata è la città che forse più di tutte in Italia soffre dei problemi dell’overtourism. E il sindaco Corrado Fattorusso ha una propria ricetta. “Dobbiamo orientare i flussi valorizzando le zone periferiche garantendo anche più collegamenti interni – chiarisce -. Ma le istituzioni sovracomunali devono sostenerci garantendoci una maggiore flessibilità nell’assunzione del personale anche per gli uffici tecnici. Allo stesso tempo è necessario rivedere l’offerta sanitaria: un ospedale pensato per il bacino dei residenti non può con lo stesso numero di operatori garantire l’assistenza per una popolazione che in alcuni periodi dell’anno arriva a raddoppiarsi”.

Se Sorrento si prepara ad aderire alla “Carta di Amalfi” prosegue parallelamente anche l’iter per la costituzione della Dmo Penisola sorrentina che vede il coinvolgimento anche dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Massa Lubrense. Al momento la Regione ha provveduto al riconoscimento con riserva in attesa dell’integrazione della documentazione.

La Dmo avrà il compito di coordinare strategie a livello comprensoriale, programmare la promozione, gestire i flussi turistici, favorire la destagionalizzazione e costruire un’offerta integrata. In sostanza mentre la “Carta di Amalfi” è una sorta di protocollo d’intesa tra località a forte vocazione turistica di tutto il Paese, la Dmo è un consorzio di realtà limitrofe che chiamate a lavorare per obiettivi comuni.

Attraverso la Destination Management Organization prende forma un sistema che punta a cambiare il modo in cui i territori si presentano e competono sui mercati nazionali e internazionali. Le Dmo non sono un nuovo livello amministrativo, ma lo strumento attraverso cui comuni, imprese, operatori turistici, associazioni e comunità locali iniziano a lavorare insieme per costruire una destinazione riconoscibile, organizzata e competitiva. L’obiettivo è passare dalla promozione dei singoli luoghi alla valorizzazione di interi territori, mettendo in rete cultura, paesaggio, ricettività, mobilità, eventi, enogastronomia e servizi.

Della Dmo fanno parte innanzitutto gli enti locali chiamati a consorziarsi. E la penisola sorrentina potrebbe struttura una struttura già esistente: l’Arips. Quella che era nata come un’azienda pubblica comprensoriale per la gestione della risorsa idrica è ora in fase di liquidazione, ma si potrebbe rispolverare per avere un punto di partenza per la Dmo.

Bisognerà poi coinvolgere associazioni di categoria, operatori ed imprese per la predisposizione di progetti ed iniziative comuni. Basti pensare alla programmazione degli eventi, così come alla mobilità.

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