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Olio e limoni di Sorrento tracciabili e sicuri con la blockchain

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Garantire una maggiore tracciabilità dei prodotti di nicchia dell’agroalimentare made in Costiera in modo da certificare la loro qualità lungo tutta la filiera fino ai consumatori finali. È il progetto “Terra Sorrentina” che punta ad ottenere importanti finanziamenti pubblici per la creazione e l’implementazione di strumenti innovativi che consentano di ripercorrere, attraverso un sistema di blockchain, l’intero percorso dei prodotti agrumicoli ed olivicoli, che permettano alle aziende di migliorare l’affidabilità e la competitività delle proprie produzioni, favorendo il loro posizionamento sul mercato italiano ed internazionale consentendo lo sviluppo e l’adozione di una vera innovazione di processo nell’agroalimentare per quanto riguarda i prodotti tipici del territorio.

Il piano è stato presentato al Circolo dei Forestieri di Sorrento. Dopo i saluti del sindaco Massimo Coppola e dell’assessore all’Agricoltura e chef stellato Alfonso Iaccarino, sono stati Luca Mauriello e Francesco Marinello ad illustrare i contenuti di “Terra Sorrentina” moderati dalla professoressa Teresa Del Giudice del dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli.

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Il progetto si sviluppa intorno alla blockchain, un registro digitale aperto, in grado di memorizzare record di dati, solitamente denominati «transazioni», in modo sicuro, verificabile e permanente. È rappresentabile come una lista, in continua crescita, di blocchi collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia. Una volta scritti, i dati in un blocco non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi e ciò, per natura del protocollo e dello schema di validazione, necessiterebbe del consenso della maggioranza della rete. Pertanto, le reti blockchain posseggono tutte le caratteristiche necessarie per decentralizzare i sistemi di tracciabilità degli alimenti, rendendo disponibili le informazioni in ogni fase della catena di approvvigionamento.

Il meccanismo della blockchain, secondo il progetto presentato ieri, andrà impiegato a supporto della tracciabilità-rintracciabilità dell’olio extravergine di oliva Dop della penisola sorrentina e del limone di Sorrento Igp in modo da raggiungere una serie di precisi obiettivi. Innanzitutto, grazie alla nuova organizzazione, si punta ad assicurare l’innovazione del processo e la garanzia dei dati raccolti lungo la filiera, consentendo di ottimizzare la gestione logistica, monitorando tempi e freschezza del prodotto, per certificare il marchio territoriale e consentire di accedere ai mercati nazionali ed internazionali dove arriverebbero solo prodotti certificati di alta qualità e tracciati per garantire la sicurezza alimentare ed il rispetto dell’ambiente, riducendo la possibilità che prodotti di origine non controllata entrino nel mercato.

Con “Terra Sorrentina”, quindi, si punta ad aumentare la consapevolezza dei consumatori in merito ai territori di origine e delle filiere di valorizzazione dei prodotti agroalimentari oltre ad incrementare il livello di conoscenza da parte dei produttori, che riescono a monitorare in modo più dettagliato i mercati di destinazione e possono in questo modo adottare strategie di valorizzazione meglio focalizzate sui consumatori. Ma l’aspetto più importante è che grazie alla blockchain si consente un aumento della sicurezza alimentare, visto che permette di ricostruire le caratteristiche e la storia di un alimento lungo la filiera di produzione, oltre che di garantirne un tempestivo ritiro dal mercato, qualora si manifestino problemi relativi alla qualità o alla sicurezza che possano comportare un rischio per il consumatore.

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