Da domani i saldi in Campania per un giro d’affari di 800 milioni di euro

Un giro d’affari stimato intorno agli 800 milioni di euro complessivi, trainato dagli acquisti dei residenti e dal forte impatto del turismo internazionale. È questa la previsione del Centro Studi di Confesercenti Campania per la stagione dei saldi estivi 2026, al via domani nella nostra Regione. Promozioni che proseguiranno per i prossimi 60 giorni.

La previsione della spesa pro capite media per ogni consumatore campano si stima sui 190-200 euro (sotto la media nazionale che è di 209 euro ma sopra quella dell’intero Sud che è di 181 euro), con un fatturato di circa 600 milioni di euro per le attività commerciali del territorio. A essi vanno aggiunti, secondo le previsioni, altri 200 milioni di fatturato provenienti dallo shopping dei turisti, per un totale di un giro d’affari stimato di 800 milioni per i saldi estivi 2026 in Campania.

“I due grandi punti di forza in questa fase per l’economia regionale – sottolinea Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania e vice presidente Nazionale con delega al Mezzogiorno – sono la spesa dei campani e l’effetto turismo. I notevoli flussi turistici confermano una grandissima preferenza per il “Made in Italy” e per l’abbigliamento d’alta moda. Questi flussi finanziari andranno a distribuirsi su migliaia di imprese locali, portando una boccata d’ossigeno cruciale per le casse degli imprenditori di tutta la Regione”.

Accanto all’ottimismo per i numeri della stagione, il presidente Vincenzo Schiavo lancia un forte campanello d’allarme sulla sostenibilità del comparto e sulla necessità di riformare radicalmente le normative che regolano le vendite promozionali: “Il mercato ha urgente bisogno di regole chiare e trasparenti. Innanzitutto sulle tempistiche dei saldi, che dovrebbero mantenere la loro natura originaria: la vendita di fine stagione delle rimanenze. Oggi purtroppo non è così. Ha senso far partire i saldi invernali quando il grande freddo deve ancora iniziare, o quelli estivi nel pieno dell’estate? Le date vanno posticipate per permettere ai commercianti di vendere a prezzo pieno durante la stagione reale”.

In secondo luogo occorrono regole certe per scongiurare il rischio che i negozi di prossimità possano sparire. “Le grandi piattaforme e-commerce straniere rappresentano – denuncia Schiavo – il vero male del commercio al dettaglio, in particolare nel settore della moda e dell’abbigliamento. Questi player vendono in saldo 365 giorni all’anno, applicando costantemente sconti del 20%, 30% o 40%. Si tratta di una grande concorrenza insostenibile per le piccole botteghe e per i negozi di vicinato, che non hanno la forza d’urto di questi colossi globali. Tante piccole imprese hanno chiuso negli ultimi anni per questo motivo. Se non interveniamo a livello normativo per arginare questa distorsione del sistema economico, continueremo a vedere saracinesche abbassate e centri storici svuotati”.

Come riportato dal comunicato di Confesercenti Nazionale, secondo il sondaggio sui saldi condotto da Ipsos per Confesercenti su un campione di 800 italiani tra 18 e 65 anni, la spesa media nel Nord-Ovest d’Italia sarà di 247 euro con il Sud che si ferma, appunto, a 181. Rispetto allo scorso anno, il 28% degli intervistati in Italia riduce il budget, con punte del 32% al Nord-Est e al Sud, mentre solo il 18% lo aumenta (25% al Centro Italia) e il 54% lo mantiene invariato. In cima alla lista della spesa (sempre secondo i dati nazionali) ci sono le calzature, scelte dal 52% degli intervistati, seguite da t-shirt e top (49%), maglieria estiva (39%), abiti (36%) e pantaloni o gonne (36%).

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