Transiti e ancoraggi in zone vietate, diportismo selvaggio, alta velocità sotto costa, attività di noleggio e locazione in grande espansione. Le aree marine protette italiane vivono un vero e proprio assalto di imbarcazioni che non rispettano le regole. Un problema che interessa anche il Parco di Punta Campanella, attraversato ogni giorno da migliaia di barche di tutte le dimensioni che si muovono tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e l’isola di Capri.
“È necessario un intervento sistemico, con regole di limitazione all’ancoraggio, alla velocità e con il riconoscimento satellitare di qualsivoglia natante – afferma Luca Santini, presidente di Federparchi – per non abbandonare le Amp, già in gravi difficoltà economiche, a dover affrontare l’esercito di quei diportisti che non intendono rispettare le regole mettendo in pericolo habitat marini e salute delle persone”.






