Salute del mare e reti fognarie, parlano i sindaci della penisola

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SORRENTO. Resta viva l’allerta per la salute del mare. La scorsa settimana si è temuto il peggio prima con la schiuma apparsa lungo la costa tra Castellammare di Stabia e Massa Lubrense, poi con la fuoriuscita di liquami da due punti della rete fognaria di Sorrento. Nel primo caso l’Arpac, sollecitata dalla Capitaneria di Porto, ha stabilito che si trattava di un fenomeno naturale, dovuto a quello che in gergo viene definito “muco”, ossia zuccheri e lipidi prodotti da microalghe.

Più preoccupante ciò che si è verificato nel weekend con due tombini che si trovano in punti diversi della città di Sorrento – uno al confine con Massa Lubrense e l’altro nella zona collinare di Priora – che contemporaneamente hanno iniziato a scaricare reflui poi finiti nelle caditoie di raccolta della pluviale attraverso le quali hanno potuto raggiungere il mare. Sversamento che si è ripetuto anche martedì mattina, pressoché nello stesso punto di via Capo. Episodi che rischiano di compromettere il già precario equilibrio dell’ecosistema marino nell’area della costiera sorrentina.

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Nella mente dei cittadini, degli amministratori pubblici e degli operatori turistici è ancora vivo il ricordo di quanto accaduto a cavallo del Ferragosto dello scorso anno, quando una bomba d’acqua estiva ha fatto arrivare in mare un’ingente quantità di terreno misto a liquami. Le successive analisi dello stato di salute delle acque hanno portato all’emissione di una raffica di divieti di balneazione, con la notizia che ha fatto il giro del mondo, anche in considerazione dell’importanza turistica di Sorrento e dintorni.

Durante i mesi invernali si è lavorato per rimediare ai problemi provocati da decenni di incuria e mancato adeguamento degli impianti. Ma c’è ancora tanto da fare. “Insieme alla Gori abbiamo predisposto un piano di interventi da attuare – conferma il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo -. Il primo obiettivo è di dividere la fogna nera da quella bianca. Bisogna anche ricordare che per la prima la competenza è esclusivamente dell’azienda idrica, la quale ha già avviato i lavori per la sostituzione delle tubature più vecchie e considerate a rischio. Per la rete della pluviale è il Comune che si deve muovere e noi abbiamo già fatto i lavori necessari”.

Anche le altre amministrazioni locali sono impegnate per risolvere i problemi legati allo scarico delle acque. “Posso dire che sia noi che la Gori poniamo la massima attenzione per la tutela del mare e della salute dei cittadini – sottolinea il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani -. Abbiamo già previsto un articolato piano di lavori per la divisione tra acque bianche e nere, in parte già attuato. Per ciò che resta da fare si attende solo l’erogazione dei fondi regionali che andranno aggiunti a quelli previsti dalla Gori per i lavori”.

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A Piano di Sorrento il sindaco Vincenzo Iaccarino, insediatosi solo poche settimane fa, ha subito avviato uno screening della rete. “Il problema della separazione della fogna bianca dalla nera e del corretto convogliamento delle acque meteoriche e di dilavamento è una priorità oggettiva se vogliamo tutelare il mare e metterci in regola con gli scarichi al fine di poter utilizzare, non appena sarà concluso e reso funzionale, il depuratore di Punta Gradelle. Quest’ultimo, infatti, necessiterà per operare bene e svolgere la sua importante funzione, di parametri certi e controllati. All’indomani del mio insediamento come sindaco, parliamo di 40 giorni fa, ho incontrato la Gori per rendermi conto dello stato dell’arte, abbiamo definito un cronoprogramma di interventi che sono stati avviati dal gestore della rete e ho emesso un’ordinanza con la quale mi sono rivolto sia ai privati che alle aziende affinché verifichino, qualora non fossero in regola, lo sversamento nella rete fognaria separato, invitando in termini di legge a regolarizzare coloro che non dovessero essere in regola. Inoltre – conclude Iaccarino – attendo di verificare il contratto di gestione tra il Comune e Gori perché da esso derivano competenze, oneri, responsabilità e penalità. Se davvero vogliamo un mare pulito ognuno deve fare la sua parte al fine di godere di un bene pubblico così importante e al contempo tutelare la salute pubblica e il volano turistico”.

A Meta il primo cittadino Giuseppe Tito ammette che il problema è serio “in quanto a causa della pendenza i reflui prima di procedere verso il depuratore di Punta Gradelle passano tutti attraverso il nostro territorio. Ed a rendere il loro passaggio più problematico c’è il particolare che abbiamo ancora una rete mista, di acque bianche e nere. In ogni caso noi siamo riusciti ad eliminare l’overflow che si verificava in caso di bombe d’acqua ripulendo il Vallone Lavinola e ripristinando le briglie. C’è da dire che operiamo in sinergia con Gori, mentre la Regione ci assicura il massimo sostegno, tanto che in autunno dovrebbero partire i lavori per separare definitivamente le condotte. A riguardo posso dire che mentre l’azienda ha già reso disponibili 4 milioni di euro, a giorni la Regione dovrebbe approvare il finanziamento di ulteriori 3 milioni per i necessari lavori”.

Chi, invece, dorme sonni tranquilli è il sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli. “Facendo gli scongiuri del caso – spiega il primo cittadino dell’unico Comune Bandiera Blu della penisola sorrentina – nel nostro territorio ci sono due impianti di depurazione, uno a Torca e l’altro a Marina Lobra, che funzionano perfettamente. Ciò non toglie che siamo sempre attenti a che non si verifichino intoppi”.