Demolizioni degli abusi, la nuova legge

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Il Senato ha approvato la nuova legge per l’abbattimento degli immobili abusivi. Ora, poiché sono state apportate delle modifiche al testo originario, bisogna fare un nuovo passaggio alla Camera per avere il documento definitivo. Il provvedimento licenziato ieri attribuisce al procuratore della Repubblica il compito di determinare i criteri di priorità per l’esecuzione degli ordini di demolizione delle opere abusive o di ripristino nello stato dei luoghi.

Il pm dovrà dare la precedenza agli immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o su area soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico-artistico; agli immobili che rappresentano un pericolo per la pubblica o privata incolumità; agli immobili nella disponibilità di soggetti condannati per reati di associazione mafiosa o di soggetti colpiti da misure prevenzione. All’interno di ognuna delle tipologie, dovrà essere attribuita priorità di demolizione a quelli in corso di costruzione o non ancora ultimati alla data della condanna di primo grado.

Il secondo articolo della legge riguarda le procedure per le demolizioni attivate dalle autorità amministrative. Ogni anno, entro dicembre, il responsabile dell’ufficio comunale deve trasmettere al prefetto e agli altri enti statali e regionali preposti alla tutela l’elenco delle opere non sanabili. Deve trattarsi di strutture per le quali il responsabile dell’abuso non ha provveduto alla demolizione e deve essere scaduto il termine di 270 giorni entro il quale il Comune è tenuto a concludere la demolizione.

Viene anche istituito presso il ministero delle infrastrutture un fondo di rotazione per l’erogazione di finanziamenti ai Comuni per le opere di demolizione. Con l’emendamento del relatore viene escluso il riferimento al 2016 e il relativo stanziamento: i fondi per il periodo 2017-2020 ammontano a 40 milioni.

Infine è prevista l’istituzione presso il ministero delle infrastrutture della banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio. L’emendamento del relatore esclude i riferimenti all’anno 2016 e riduce da 5 a 3 milioni l’onere previsto.