In questi giorni, la Guardia Costiera di Castellammare, in collaborazione e in sinergia con il comando compagnia dei carabinieri ed il comando di polizia municipale stabiese, ha condotto un’attività congiunta di controllo lungo il litorale di giurisdizione. L’operazione, svolta mediante un dispositivo operativo coordinato, è finalizzata alla verifica del rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza della balneazione, uso del pubblico demanio marittimo e rispetto dei provvedimenti autorizzativi rilasciati dal Comune.

All’esito dei primi accertamenti, sono state deferite all’Autorità giudiziaria due persone per abusiva occupazione di demanio marittimo in quanto dedite al noleggio e posizionamento di attrezzature balneari in assenza di qualsivoglia titolo valido e legittimante. Tutte le attrezzature sono state sequestrate, così come il furgone utilizzato per il loro trasporto in quanto sprovvisto di copertura assicurativa.
Analoga attività è stata eseguita nel territorio del Comune di Vico Equense, in cooperazione con il locale comando di polizia municipale, presso alcune strutture ricettive balneari, compresa quella salita agli onori della cronaca locale per i post pubblicati sui social network che hanno riguardato, sostanzialmente, anche la limitazione all’accesso di avventori nella struttura ai fini del raggiungimento della battigia per attività di balneazione. Una vicenda che ha portato il deputato Francesco Emilio Borrelli ad eseguire un sopralluogo presso la struttura.
Proprio per questi motivi, sono state elevante sanzioni amministrative per la violazione dell’ordinanza comunale n. 163/2015 in tema di “disciplina delle aree in concessione per strutture balneari – libero e gratuito accesso alla battigia per attività di balneazione”. Si tratta, infatti, di una previsione che riprende il contenuto dell’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007), secondo il quale “è fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”.

Ulteriori provvedimenti sono stati attivati per la gestione di un parcheggio interno a tale struttura ad opera di una società terza in assenza della Scia così come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 480/2001 “Regolamento recante semplificazione del procedimento di autorizzazione per l’esercizio dell’attività di rimessa di veicoli e degli adempimenti richiesti agli esercenti autorimesse”. Sempre in tale località si è provveduto, inoltre, ad eseguire il sequestro di due ciclomotori utilizzati da alcuni addetti ma privi di copertura assicurativa.
Tali attività, che proseguiranno durante tutta la stagione estiva in corso, sono la chiara dimostrazione di un ormai consolidata sinergia tra forze di polizia operanti sul territorio e costituiscono un ulteriore segnale al contrasto delle attività illecite perpetrate in danno del demanio marittimo e dell’utenza del mare in genere.
Dalla Capitaneria di porto stabiese si coglie, pertanto, l’occasione per sensibilizzare tutti gli operatori del comparto balneare al puntuale rispetto degli atti concessori e dei provvedimenti regolatori emanati dai singoli comuni costieri al fine di evitare situazioni di arbitraria occupazione o impedimento/limitazione all’uso pubblico di spiagge ed aree demaniali marittime con le inevitabili conseguenze del caso.
Tale raccomandazione è estesa, ovviamente, anche a tutti i privati cittadini e turisti della penisola sorrentina ai quali si chiarisce che il preventivo posizionamento di attrezzature balneari sulla spiaggia – spesso nelle prime ore del mattino – quale forma di “prenotazione” del posto in spiaggia, è vietato e costituisce illecito ai sensi delle ordinanze comunali sulla disciplina degli arenili, punito dal Codice della Navigazione.






