Il dibattito politico a Sorrento, in questi ultimi giorni, verte principalmente sulla questione della presentazione delle liste per le elezioni del 24 e 25 maggio prossimi. In attesa del pronunciamento del Consiglio dei Ministri in merito alla relazione della commissione d’accesso inviata al Comune dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delega del titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, l’ex consigliere comunale Ivan Gargiulo, l’esponente politico che con le sue denunce ha fatto emergere il sistema di tangenti sugli appalti che faceva capo all’ex sindaco Massimo Coppola, ha proposto a tutti i gruppi di astenersi dal presentare le candidature ritenendo che in questo modo si potesse andare al voto il prossimo ottobre.
Gargiulo fa un ragionamento a sostegno della propria tesi: “Se il provvedimento del Consiglio dei ministri dovesse arrivare prima del voto avremo perso tempo a preparare le liste, se ci sarà dopo la presentazione delle candidature avremo avviato una dispendiosa – in termini di tempo e di risorse economiche – campagna elettorale per nulla, se dovesse arrivare post voto sarebbe un’onta per un Consiglio comunale appena insediato, andando magari a gravare sulla reputazione di neo eletti che nulla hanno a che vedere con le precedenti amministrazioni, meno che mai con l’ultima”.
Chi non è affatto d’accordo con questa tesi è Ferdinando Pinto, ad oggi unico candidato sindaco ufficiale. “Dico le cose come stanno: questa proposta è una bestialità giuridica ed è politicamente inaccettabile – dice nel replicare all’iniziativa di Gargiulo -. Non esiste una norma o un meccanismo che permetta di rinviare il voto di pochi mesi e, soprattutto, non eviterebbe in alcun modo un eventuale scioglimento deciso dal Consiglio dei Ministri. La realtà è molto più semplice: o si vota adesso, o si voterà tra un anno o addirittura tra due anni. Chi propone il rinvio, nei fatti, sta chiedendo il prolungamento del commissariamento. Abbiano almeno il coraggio di dirlo chiaramente alla città”.
E mentre il dibattito si infiamma proprio Ivan Gargiulo ci cha inviato una nota del ministero dell’Interno che si riferisce al caso di un Comune dove non siano state presentate candidature entro i termini utili. “In mancanza di presentazione di liste elettorali per le consultazioni amministrative, il prefetto ai sensi dell’art. 85 3°comma del DO n. 570 è tenuto a nominare un commissario reggente l’amministrazione”
Scendendo nel dettaglio il Viminale fa riferimento alla nota, con la quale viene evidenziato che, presso un Comune non è stata presentata alcuna lista di candidati per il rinnovo elettorale dell’amministrazione dell’ente. “Al riguardo, questo ufficio, non può non condividere l’avviso espresso da codesta prefettura, in quanto il caso in questione è senz’altro riconducibile alla disciplina di cui all’art. 85, terzo comma, del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, in considerazione della mancata presentazione di liste elettorali, nonché di quanto precisato da codesto Dipartimento con circolare n. 5883 del 12 aprile 2024. Si ritiene, pertanto, che debba provvedersi alla nomina del commissario prefettizio previsto dalla citata norma, al fine di provvedere all’amministrazione del Comune, sino a quando la compagine amministrativa non venga rinnovata con altra elezione, da svolgersi in occasione del primo turno elettore utile”.
Bisogna poi capire se nel caso di specie di Sorrento, trattandosi di un Comune già commissariato ed a rischio di scioglimento per infiltrazioni malavitose, si applichi la stessa disciplina.





