Sant’Agnello. Il sindaco Coppola: Ecco perché abbiamo detto “no” al nuovo porto

“Avrò avuto due anni quella estate ed ero seduto su una sedia di legno rosso e verde giù alla spiaggia di Piano di Sorrento. In questi giorni mi è ritornata in mente quella vecchia foto, conservata chissà in quale cassetto. A quella marina sono molto legato anche se poi per tanti anni non l’ho più frequentata”. Il sindaco di Sant’Agnello, Antonino Coppola, parte da un ricordo lontano per spiegare il proprio “no” e quello della sua amministrazione al progetto del nuovo porto turistico della Marina di Cassano.

“Nei giorni scorsi abbiamo comunicato alla Società Navigazione Libera del Golfo (NLG) che il progetto di riqualificazione per il borgo di Cassano (Piano di Sorrento – Sant’Agnello), con la costruzione di un porto turistico, nella veste proposta non risulta accoglibile – spiega Coppola -. Finora non abbiamo mai espresso le nostre motivazioni, pur quando due mesi fa siamo stati oggetto di attacchi e pressioni a mezzo stampa, concomitanti alla lettera-ultimatum inviataci. È arrivato il momento di farlo, anche perché, in alcuni casi, una narrazione evidentemente incompleta, distorta, faziosa ha alimentato il dibattito pubblico”.

“In questi mesi abbiamo avuto modo di approfondire in varie occasioni e con vari interlocutori, tra cui la NLG, proposte di interventi per la riqualificazione del Borgo Marina di Cassano e/o soltanto della spiaggia di Caterina e dell’approdo di Sant’Agnello – aggiunge il sindaco -. Con la NLG, più concretamente, e di quel progetto ne abbiamo riconosciuto, innanzitutto, la visione strategica imprenditoriale eapprezzato anche il legame con la nostra terra. È un project financing (o finanza di progetto), istituto giuridico previsto dall’art. 193 del D. Lgs. n. 36/2023, che prevede un investimento complessivo di circa 45 milioni di euro (tra capitale di proprietà e mutui), una durata complessiva della concessione pari a 40 anni e, comprensibilmente un utile rilevante da parte del promotore”.

“Siamo nella fase pre-procedimentale di valutazione della proposta, laddove l’amministrazione è chiamata a esercitare una funzione di filtro e selezione, valutando la proposta progettuale non solo in termini di mera fattibilità tecnica ed economica, ma prima di tutto in funzione dell’interesse pubblico che essa intende perseguire – puntualizza il primo cittadino di Sant’Agnello -. È un potere puramente ed ampiamente discrezionale che riguarda l’amministrazione. In Consiglio comunale si arriva solo al termine di un lungo iter procedimentale, dopo la valutazione di eventuali ulteriori proposte pervenute a seguito della pubblicazione di un avviso pubblico. Tra l’altro a seguito di recenti pronunce dell’Unione Europea non è previsto neppure più il diritto di prelazione da parte del promotore. Solo la proposta selezionata a valle di una procedura comparativa, viene integrata, con gli ulteriori elaborati richiesti dal Codice dei Contratti, e successivamente sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale. Insomma una procedura complessa e dagli esiti non scontati”.

“Non c’è stata mai nessuna contrapposizione con l’amministrazione di Piano di Sorrento – mette in chiaro Antonino Coppola -. Nessuna decisione non condivisa. Siamo abituati al confronto vero con tutti ma non accettiamo, pur comprendendo le ragioni, pressioni, toni e linguaggi poco consoni. È utile stabilire alcuni punti fermi, lontani dalle semplificazioni comunicative, dai giudizi sommari, dalle conclusioni affrettate e soprattutto dall’accettazione acritica ed incondizionata”.

“Quel progetto si è rivelato all’atto della presentazione estremamente impattante per la realizzazione di importanti opere a terra e a mare – sottolinea ancora il sindaco -. Tre nuovi pontili e nuovi stabilimenti con un cronoprogramma lavori di 48 mesi, poco realistico visti i tempi medi previsti per le complesse procedure autorizzative a vari livelli, soprattutto sovracomunali. Il piano economico-finanziario prevede che i ricavi annui, tarati sulla durata della concessione, derivino dalla locazione dei posti barca esistenti e da quelli di nuova realizzazione (390 in tutto), dalla locazione degli spazi commerciali e degli spazi destinati ad attività ricreative e di ristorazione. Breve inciso: gli affitti annuali previsti per tali locazioni sono, necessariamente, di gran lunga superiori agli attuali, con conseguenze sulle tariffe applicate, palesemente in controtendenza rispetto a quanto si è cercato di fare finora. Da due anni, abbiamo previsto tariffe ridotte, oltre che per i residenti di Sant’Agnello, anche per quelli di Piano di Sorrento che riguardano sia lo stabilimento del Katarì sia la spiaggia pubblica attrezzata. Una scelta rivelatasi giusta per la collettività. Anche quest’anno le tariffe agevolate rimarranno invariate”.

“Nessuna delle soluzioni proposte per la ricollocazione dello stabilimento e della spiaggia sembra convincente – spiega Coppola -. Ed è soprattutto la riconfigurazione della spiaggia a preoccupare tanti, in mancanza al momento di uno studio meteo-marino, rimandato a fasi future. Il mare per tanti è diventato una chimera e quel lembo di sabbia, a ridosso del costone tufaceo, rappresenta uno dei pochi spazi ancora pubblici da preservare, pur consapevoli delle numerose criticità presenti. Abbiamo l’obbligo di pensare a chi lavora con il mare, a tutti i diportistiti, a chi ha una barca di 30 metri, chi di 15 metri o di 5 metri, ma anche a chi una barca non ce l’ha e chiede di fruire di un bene pubblico a prezzi accessibili o anche gratuitamente. Si, gratuitamente come una volta. Ecco, verrebbe da chiedersi di cosa abbiamo realmente bisogno, quanti spazi pubblici sono stati progressivamente sottratti alla comunità, una privatizzazione strisciante ed inesorabile”.

“Altra criticità è l’impatto sul sistema infrastrutturale al contorno e sulla mobilità – conclude Coppola -. La trasformazione della marina e del borgo in un porto turistico rischia di stravolgere l’identità dei luoghi. Siamo consapevoli delle numerose problematiche presenti e della necessità di interventi volti a migliorare i servizi offerti ai diportisti, ai turisti ma anche della necessità di salvaguardare le esigenze di chi vive questa terra tutto l’anno. A molti purtroppo continua a sfuggire che un equilibrio si è rotto e il limite di “sfruttamento” della nostra Penisola, terra unica la mondo, è stato ormai raggiunto”.

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