Processo d’appello per il femminicidio di Anna Scala. La Procura generale di Napoli ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Salvatore Ferraiuolo, l’ex compagno della donna, riconosciuto colpevole in primo grado del delitto avvenuto il 17 agosto 2023 in un’autorimessa di Piano di Sorrento. La sentenza è attesa per il prossimo 15 settembre, dopo la discussione della difesa.
Quella mattina di tre anni fa Anna Scala, 56 anni, residente a Moiano, frazione collinare di Vico Equense, stava per iniziare la sua giornata di lavoro. Parrucchiera ed estetista a domicilio, madre di una figlia e nonna di due nipoti, raggiunse via San Massimo, dove, secondo la ricostruzione investigativa, ad attenderla c’era l’ex compagno, Salvatore Ferraiuolo, con il quale la relazione era terminata da tempo a causa dei comportamenti violenti dell’uomo.
Gli inquirenti hanno sostenuto che Ferraiuolo pianificò l’agguato. Attese la donna per oltre un’ora e, quando la vide avvicinarsi alla sua auto con la spesa, la colpì alle spalle con un coltello da cucina. I fendenti furono almeno diciassette. Un’aggressione feroce che non lasciò scampo alla vittima. Dopo il femminicidio, l’uomo tentò anche di occultare il corpo, sistemandolo all’interno dell’autovettura della donna prima di allontanarsi in scooter. L’arma venne recuperata poco dopo dai carabinieri in un giardino della zona.
A fare scattare l’allarme furono alcuni residenti, richiamati dalle urla provenienti dal parcheggio condominiale. La scena che si trovarono davanti fu drammatica. Nel giro di poche ore i carabinieri di Sorrento e di Torre Annunziata individuarono Ferraiuolo in fuga nella zona collinare della costiera, che venne fermato e successivamente confessò il delitto.
Anna Scala aveva già denunciato l’ex compagno per atti persecutori e stalking e il processo di primo grado si è concluso nel giugno 2025 con la condanna all’ergastolo pronunciata dalla Corte di Assise di Napoli. I giudici hanno accolto l’impianto accusatorio della Procura di Torre Annunziata, che aveva ricostruito le modalità du un delitto maturato al termine di una lunga sequenza di minacce, persecuzioni e violenze.
Nel corso il procedimento l’imputato ha fornito versioni differenti dei fatti, pur ammettendo le proprie responsabilità nell’uccisione della ex compagna. Anche nel processo di appello Ferraiuolo ha scelto di rendere dichiarazioni spontanee, chiedendo nuovamente scusa ai familiari della vittima. In aula era presente anche l’avvocato Salvatore Esposito, difensore di parte civile della figlia di Anna Scala, Maria Svato, che fin dal primo grado ha seguito tutte le fasi del procedimento giudiziario. Anche il Comune di Piano di Sorrento è parte civile al processo di appello così come lo è stato in primo grado.





