Vico Equense. Via alle segnalazioni per i progetti sociali da sostenere con Pizza a Vico

Il progetto “Pizza a Vico” cresce insieme alla sua comunità, promuove il territorio di Vico Equense, valorizza le eccellenze locali e, soprattutto, sceglie ogni anno di trasformare il successo della manifestazione in un gesto concreto di solidarietà.

È proprio da questa convinzione che nasce una delle principali novità della nona edizione, in programma dal 15 al 17 settembre. L’Associazione Pizza a Vico ha indetto una manifestazione di interesse per raccogliere proposte, idee e suggerimenti. L’obiettivo dell’iniziativa è coinvolgere il tessuto locale, stimolando associazioni, imprese e comuni cittadini segnalando progetti di interesse sociali da finanziare con i proventi della manifestazione. Sarà poi il Comitato direttivo dell’associazione a vagliare le proposte e scegliere l’iniziativa da sostenere.

Una decisione che interpreta perfettamente il claim scelto per l’edizione 2026, “Un sapore senza confini”. Un messaggio che non racconta soltanto la capacità della Pizza di Vico di superare ogni barriera geografica e culturale, ma che invita anche a costruire una comunità sempre più unita, inclusiva e solidale, capace di mettere al centro le persone.

Il regolamento è online ed è disponibile sul sito di Pizza a Vico (www.pizzaavico.com). Le proposte dovranno essere inviate entro e non oltre il 20 agosto 2026 all’indirizzo e-mail info@pizzaavico.it, illustrando l’iniziativa e le finalità del progetto.

“Pizza a Vico nasce per celebrare la nostra identità gastronomica, ma negli anni è diventata qualcosa di molto più grande – dichiara Michele Cuomo, presidente dell’associazione Pizza a Vico –. Abbiamo sempre creduto che una manifestazione così importante dovesse restituire qualcosa al territorio. Lo abbiamo fatto negli anni attraverso la beneficenza e oggi vogliamo compiere un passo ulteriore, coinvolgendo direttamente la città. È un modo per rendere tutti protagonisti di un gesto di solidarietà”.

“Il nostro claim, ‘Un sapore senza confini’, non parla soltanto di cucina – ha proseguito Michele Cuomo – ma parla di persone. Di una pizza che sa unire generazioni, culture e sensibilità diverse, creando legami autentici. Se riusciamo a fare tutto questo durante la manifestazione, allora possiamo farlo anche lasciando un’eredità concreta sul territorio. È questo il segno che vogliamo lasciare: una festa che continua a vivere anche dopo l’ultimo trancio di pizza, trasformandosi in un’opportunità di crescita e di aiuto per la nostra comunità”.

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