Ferite croniche, equipe da tutta Italia si confrontano con i sanitari dell’Asl Napoli 3 Sud

Formazione avanzata e cooperazione per migliorare la gestione delle ferite croniche complesse. Si rinnova l’appuntamento con il Visiting Therapy Center in programma il 16 e 17 aprile 2026 presso il Towers Hotel di Castellammare di Stabia e, per la parte pratica, presso l’ospedale di Gragnano.

L’iniziativa, promossa dal Centro di riparazione tissutale Asl Napoli 3 Sud diretto da Marino Ciliberti, coinvolge équipe sanitarie provenienti da importanti realtà nazionali ed internazionali. Questa volta ad essere ospitati sono gruppi provenienti da Roma, Novara e Vicenza. Il confronto rappresenta un’opportunità concreta per condividere esperienze, modelli organizzativi e soluzioni innovative nella gestione delle ferite difficili.

Al centro del programma, la cura delle ulcere agli arti inferiori, delle lesioni da piede diabetico e delle piaghe da decubito, affrontate attraverso tecnologie avanzate e protocolli innovativi. Tra questi, verrà presentato un nuovo approccio chirurgico che integra terapia con cellule staminali e sostituti cutanei, con l’obiettivo di favorire la rigenerazione dei tessuti compromessi.

L’Asl Napoli 3 Sud ha inoltre introdotto strumenti all’avanguardia come la terapia a pressione negativa (Npwt) e il sistema idrochirurgico Versajet, confermando l’impegno verso l’innovazione clinica e organizzativa.

Il progetto si configura come un momento di alta formazione rivolto a team multidisciplinari composti da chirurghi, infermieri e altri professionisti sanitari.

Il programma prevede sessioni teoriche e pratiche, inclusi interventi dimostrativi presso il centro di riparazione tissutale dell’ospedale di Gragnano, con un forte focus sulle ferite croniche complesse.
Particolare attenzione è riservata anche al modello organizzativo: il confronto tra centri europei consente infatti di costruire percorsi assistenziali sempre più integrati ed efficaci.

“Il valore di questo programma – evidenzia Ciliberti – risiede nella possibilità di mettere a sistema esperienze diverse, trasformando il confronto in uno strumento concreto di crescita professionale dell’assistenza”.

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