Femminicidio a Piano di Sorrento, la figlia di Anna Scala chiede di essere sentita dai pm

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La figlia di Anna Scala chiede di essere ascoltata dagli inquirenti. A un mese e mezzo dal femminicidio avvenuto a Piano di Sorrento. Lo scorso 17 agosto la donna venne uccisa a coltellate in un garage dall’ex compagno. Ora la figlia Maria ha depositato una richiesta di interrogatorio alla Procura di Torre Annunziata. Le indagini, ad oggi non ancora chiuse, sono affidate ai carabinieri della compagnia di Sorrento e del Gruppo di Torre Annunziata, che in poche ore rintracciarono e arrestarono Salvatore Ferraiuolo, 54enne pescatore di Sant’Agnello, ex compagno di Anna Scala.

Il delitto, in base ad una prima ricostruzione, sarebbe legato alla gelosia, ma nelle ultime settimane sarebbero emersi nuovi dettagli legati ad un ammanco di denaro dall’abitazione di Moiano, frazione collinare di Vico Equense, in cui viveva la coppia. Episodi che avrebbero scatenato le prime liti. A questo proposito si spera di poter chiarire il quadro indiziario anche grazie alla perizia disposta sui cellulari di Anna Scala, ora al vaglio di un consulente nominato dalla Procura. Nelle chat e nelle mail potrebbero esserci le prove del movente e della premeditazione dell’assassinio.

In vista del processo la famiglia di Anna Scala ha già deciso che si costituirà parte civile. La figlia Maria ed il padre Giuseppe si sono affidati agli avvocati Salvatore Esposito e Giovanni De Gennaro, mentre la sorella della vittima e gli altri familiari della donna hanno nominato come loro legale Francesco Cappiello.

È proprio l’avvocato Esposito che spiega al Mattino che “Maria vuole fornire alcuni dettagli essenziali su tutto ciò che è accaduto prima del 17 agosto. Qualcosa non ha funzionato e non sappiamo se la tragedia potesse essere evitata, ma sicuramente l’applicazione di una misura cautelare avrebbe garantito maggiore tutela per la povera Anna. Adesso confidiamo che possa essere celebrato al più presto il processo, per poter dare giustizia a tutti i familiari, con una pena severa”.

Nei giorni scorsi il tribunale del Riesame di Napoli ha respinto l’istanza presentata dai legali di Ferraiuolo, confermando la misura cautelare del carcere e la gravità indiziaria. Dopo la confessione, il 54enne è accusato di omicidio pluriaggravato, porto d’armi, occultamento di cadavere e maltrattamenti.

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