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Blitz contro i datterari che devastano la costiera, 21 misure cautelari

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Nella notte il blitz contro 21 datterari in tutta Italia da parte della Guardia Costiera della Campania per gravi reati di disastro ambientale collegati alla raccolta dei pregiati molluschi. A conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e condotte dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, il gip del tribunale oplontino ha emesso un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 21 persone residenti tra Campania, Puglia, Lombardia e Liguria.

Per la raccolta illegale dei datteri di mare è stata devastata la costa rocciosa della penisola sorrentina e della costiera amalfitana. Coinvolti anche titolari delle pescherie utilizzate come rivendite dei datteri di mare, specie protetta che impiega vent’anni per scavare la roccia.

Questo il primo commento a caldo del sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli, sull’operazione di polizia giudiziaria: “Mi congratulo a nome dell’Amministrazione Comunale di Massa Lubrense per la brillante operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata ed effettuata dagli uomini della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia contro la raccolta e la commercializzazione dei datteri di mare.

La portata nazionale delle indagini ed il numero delle misure cautelari, che apprendiamo dalle prime notizie, è la testimonianza della gravità del fenomeno e dell’importanza dell’operazione di polizia giudiziaria effettuata. Con venti chilometri di costa Massa Lubrense, parte integrante dell’Area marina protetta di Punta Campanella, per anni è stata vittima di questi predoni del mare che hanno attentato al nostro patrimonio ambientale e biologico”.

Anche l’Area marina protetta Punta Campanella si congratula con la Guardia Costiera e con la Procura di Torre Annunziata per la brillante operazione, tutt’ora in corso, che ha portato all’emissione, finora, di 21 misure cautelari nei confronti di altrettanti datterari, i sub criminali che per prelevare il mollusco dalle rocce hanno devastato interi tratti di fondale.

I danni causati da quest’associazione criminale, con base a Castellammare di Stabia, sono ingenti e riguardano anche il grande patrimonio ambientale e di biodiversità dell’Area marina protetta di Punta Campanella, da sempre impegnata in campagne di informazione e sensibilizzazione per ridurre e limitare il consumo di questo mollusco proibito.

“Questa brillante operazione viene pochi mesi dopo quella portata avanti dalla Procura di Napoli e dalla Guardia di Finanza e questo ci fa ben sperare per la definitiva risoluzione di quest’annosa piaga che caratterizza la nostra Area marina protetta – sottolinea Lucio Cacace, presidente Amp Punta Campanella -. In attesa di ulteriori sviluppi e dettagli, abbiamo intenzione di costituirci parte civile, per i tanti danni causati al nostro grande capitale naturale”.

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