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Niente più denuncia, nuovo modello per gli spostamenti

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Il nuovo decreto legge relativo all’emergenza Coronovairus rivede le misure nei confronti di chi viola le regole. Nell’articolo 4 è prevista una depenalizzazione, perché la valenza penale presente nei primi decreti, è stata sostituita con quella amministrativa. Chiunque, infatti, esca di casa senza una giustificazione concreta verrà punito “con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000” (che in forma ridotta per il pagamento anticipato sarà di 280 euro entro 30 giorni). Non si applicheranno le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale.

Mentre se il mancato rispetto delle misure avverrà con l’utilizzo di un veicolo le sanzioni saranno aumentate fino a un terzo. E la disposizione avrà anche efficacia retroattiva. D’ora in poi, quindi, per chi si muove senza comprovati motivi nessun rischio di essere processati, ma obbligo di versare subito la somma prevista.

La scelta di non contestare l’articolo 650 del codice penale risiede probabilmente nella necessità di non intasare le procure con il rischio concreto di arrivare a una serie di archiviazioni. E quindi il Governo ha preferito cercare sanzioni diverse, pecuniarie e accessorie, più adeguate in termini di efficacia e semplicità, perché irrogate direttamente dall’Autorità amministrativa.

Ed è proprio per fare chiarezza tra i cittadini su questo aspetto che è stato necessario modificare nuovamente il modulo per l’autocertificazione (per scaricare il modello del ministero dell’Interno clicca qui) dove faceva riferimento all’articolo 650. Mentre continuerà a essere sanzionata penalmente la violazione commessa da chi è soggetto alla quarantena. Il decreto indica l’articolo 260 R.D. 27/7/1934 n. 1265, recante Testo Unico delle leggi sanitarie – sempre che il fatto non integri il delitto di cui all’articolo 452 del codice penale, o altro reato più grave – il cui assetto punitivo, che è stato modificato appositamente, prevede l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.

Tra gli articoli del decreto non compare più il metro di distanza nei casi di acquisti nei supermercati, le farmacie e tutte le attività che vendono generi di prima necessità. È scritto nel testo che spetterà al gestore “garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio”.