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Msc e Costa al governo: Serve una data per la ripartenza delle crociere

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Il governo deve decidere subito: ogni giorno perso pesa sul Pil, sulle aziende, su migliaia di lavoratori. La ripartenza delle crociere non può essere più rinviata. La salute dei croceristi e degli equipaggi è l’obiettivo prioritario degli armatori. Msc Crociere e Costa Crociere, le due più grandi compagnie che operano nel Mediterraneo rivolgono appelli pressanti al governo perché, almeno, fissi una data: per rimettere in movimento una nave da crociera occorrono settimane di lavoro e, cosa importantissima, bisogna indicarla nei programmi.

“Msc Crociere – dice Leonardo Massa, managing director Italia, della compagnia che fa capo all’armatore Gianluigi Aponte – è pronta a ripartire, attendiamo solo l’autorizzazione del governo che auspichiamo possa arrivare a breve. Noi abbiamo lavorato molto in questi mesi – sottolinea Massa – allo sviluppo di un protocollo per garantire la salute dei crocieristi e degli equipaggi, un protocollo già approvato dal Comitato tecnico scientifico che recepisce le normative Europee degli Ue Healthy Gateways ma che assieme al nostro team di esperti internazionali abbiamo arricchito e potenziato. Siamo dunque pronti per ripartire in sicurezza e ad armare due navi, un’operazione complessa, che comporta richiamare migliaia di persone e, voglio sottolinearlo, questa estate sulle nostre navi lavoreranno oltre 1.000 marittimi italiani”.

La ripartenza delle navi porterebbe un po’ di ossigeno anche alle economie delle città toccate. “L’arrivo delle navi nei porti italiani, e dei turisti – ha sottolineato Massa – attiva un volano importante per l’economia di fornitura correlata che va dal lavoro portuale agli approvvigionamenti di cibi e altre materie prime dal territorio fino ad arrivare a tutto l’indotto legato al turismo. La crocieristica è un settore che pesa per quasi un punto del Pil nazionale, muove un fatturato di 14 miliardi di euro e occupa oltre 120mila addetti. Siamo uno dei comparti che maggiormente contribuiscono alla creazione di valore e di lavoro in Italia, siamo pronti a continuare a dare il nostro contributo in maniera concreta, sicura e sostenibile”.

L’appello al governo è forte e determinato anche da parte di Costa Crociere. “La crocieristica – dice Beniamino Maltese, executive vice president del gruppo Costa Crociere – è un tassello fondamentale dell’economia del turismo. Il settore crociere in Europa vale circa 48 miliardi di euro e l’Italia, grazie alla cantieristica, alle sue bellezze e alla spiccata vocazione turistica, è il Paese leader che detiene oltre un quarto di questo patrimonio. Solo il gruppo Costa Crociere in Italia genera un impatto di 3,5 miliardi di euro e circa 17mila posti di lavoro, con quasi 4.800 fornitori coinvolti. Far ripartire una nave significa riportare a bordo tutta la filiera che oggi è un ecosistema importantissimo in Italia. Occorre salvaguardare – sottolinea Maltese – questo patrimonio e bisogna farlo subito, perché dal momento in cui il decreto sarà firmato dal governo ci vorranno 30 giorni prima che le navi siano operative”.

Maltese propone di utilizzare il recovery fund europeo per progetti specifici per favorire la ripresa di crociere e turismo: “Riteniamo che vi siano i presupposti per creare un tavolo di lavoro pubblico-privato per la definizione di progetti legati al settore delle crociere e del turismo che possano entrare nel perimetro del recovery fund europeo, focalizzandoci su tre aree principali: nuove infrastrutture, svolta green e digitalizzazione. Siamo pronti a cogliere in anticipo la sfida di una flotta più green e un turismo più sostenibile, con infrastrutture moderne ed efficienti”.

La ripresa delle crociere aiuterebbe anche la ripresa del Sud. “Il Mezzogiorno non può permettersi di perdere anche le crociere – ha detto Pasqualino Monti, presidente del Sistema portuale che comprende Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle – ulteriori rinvii nel via libera alle crociere nei porti italiani annienterebbero la stagione crocieristica 2020, posticipando alla primavera del 2021 la ripresa di un mercato che sarà condannato a subire danni, diretti e indotti, insanabili. Ci rivolgiamo in particolare al ministro della Salute, Roberto Speranza – afferma Monti – nella convinzione che i ritardi, anche nella definizione di una data per la riapertura dei porti al mercato crocieristico, non siano frutto di una scelta deliberata, bensì una sommatoria di problemi che il ministero della Salute si trova ad affrontare in questa fase delicatissima di ripresa post emergenza Covid”.

di Antonino Pane da Il Mattino