Mobilitazione per salvare i servizi dell’Asl

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SANT’AGNELLO. Hanno raccolto oltre mille firme per dire “no” alla sottrazione di due stanze utilizzate dai malati oncologici della penisola sorrentina, nell’ospedale di Sant’Agnello. Si tratta di spazi messi a disposizione, da tempo, dai precedenti vertici dell’Asl per favorire un percorso di cura, ripresa psicologica e sostegno morale, dopo aver attraversato lo tsunami del tumore. Cosi, questo gruppo di donne costituitosi da tempo nell’associazione “Diamo vita ai giorni”, non capendo la logica di sottrarre questi luoghi, chiedono a gran voce l’annullamento del provvedimento.

“Esiste una disposizione del 2005 – fa sapere la presidente Angela Crimi – in cui si stabilisce che le risorse logistiche riservate e dedicate ai pazienti oncologici della penisola sorrentina sono fondamentali per la ripresa fisica e morale”.
Con tale delibera furono assegnarti due diversi spazi per le attività oncologiche: uno, presso l’ospedale di Sorrento, dove il mercoledì e il giovedì vengono effettuate le chemioterapie; l’altro presso l’Asl di Sant’Agnello, al 3° piano, dove i pazienti oncologici vengono visitati e seguiti in tutto il loro percorso di cura. In questi stessi spazi di Sant’Agnello opera anche l’associazione di volontariato “Diamo vita ai giorni” che aiuta e sostiene i pazienti oncologici attraverso varie attività: sostegno psicologico, alimentazione, cura del look (parrucche gratuite, ecc), consulenza legale, e così via. Una vera eccellenza.

“Poi è arrivata questa una decisione priva di logica” fanno sapere dall’associazione. Un mese fa due stanze del reparto di Sant’Agnello sono state svuotate in quanto esiste una nuova disposizione che assegnerebbe gli spazi del reparto ad un centro per la raccolta del sangue. “Esistono tante aree libere all’Asl di Sant’Agnello, anche più idonee“ riferisce Angela Crimi “al 1° piano vi sono stanze con ingresso indipendente più adeguate alla donazione. Non si capisce perché sottrarle al reparto di oncologia che limiterebbe in tutti i sensi le attività e che farebbe perdere a noi pazienti oncologici un reale ed efficace punto di riferimento”.

E per questo le componenti dell’associazione chiedono a tutti i cittadini dei sei Comuni di protestare assieme a loro per non cancellare un ottimo punto di riferimento per quanti, sfortunatamente, hanno subito dalla vita già una penalizzazione.