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Inveisce contro pakistani sulla Circum, messo a tacere da una donna – video –

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A bordo della Circumvesuviana un ragazzo offende un gruppo di pakistani, che sono stati difesi da una signora la quale coraggiosamente ha preso le loro parti: “Preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista”.

Come riporta Fanpage (che ha preso la notizia da Facebook) la ricostruzione dell’accaduto sarebbe la seguente: “La signora, davvero coraggiosa, al crescendo di aggressività del tipo in questione, che la minaccia di essere in procinto di sferrargli un pugno, gli dice: “come ti vedo alzare le mani ti scasso l’ombrellone in testa”. Il ragazzo si alza e se ne va imprecando malamente, ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa.

Quando la signora, tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo. A questo punto un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’Est Europa, si alza e la segue alla porta. Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino (?), una volta chiusasi la porta, torna a sedersi. Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva”,

Sulla vicenda interviene il presidente di Eav, Umberto De Gregorio: “Lancio un appello. Voglio ringraziare personalmente e a nome di Eav la signora coraggiosa che ha difeso un ragazzo pakistano sulla Circumvesuviana da un’aggressione razzista. Lo voglio fare di persona e da vicino. E voglio consegnarle un premio speciale cittadini protagonisti”. È quanto afferma, in una nota, De Gregorio.

“Chiedo – prosegue il numero uno dell’azienda – a tutti di darmi elementi e notizie della signora del video di Fanpage che ha avuto migliaia di visualizzazioni. In modo da poterla rintracciare, incontrare, premiare. Perché in tanti parlano ma troppi non si muovono, per inerzia o per paura. Viva il coraggio, il coraggio ci renderà liberi”.