Capri Watch fashion & Accessories

Gli assegnatari delle case di housing sociale di Sant’Agnello: Ora cosa accade?

complesso-edilizio-sequestrato-sant'agnello

SANT’AGNELLO. I 53 assegnatari degli appartamenti di housing sociale fanno fronte comune per far valere le proprie ragioni. Nel frattempo, però, sono preoccupati dai tempi della giustizia e temono che per entrare nelle loro nuove case l’attesa diventi estremamente lunga. E questo crea pesanti difficoltà a chi già aveva lasciato il proprio alloggio che ora non sa cosa fare.

Di seguito la nota diffusa poco fa dagli assegnatari:

“Gli assegnatari del complesso residenziale “housing sociale” di Sant’Agnello intendono rendere partecipe l’intera collettività delle condizioni di estremo disagio che stanno vivendo a seguito della emanazione del provvedimento di sequestro emesso dalla Procura di Torre Annunziata. Le modalità e i tempi con cui è stato eseguito il provvedimento di sequestro ci lascia estremamente costernati. Le 53 famiglie si sentono fortemente colpite da tale inaspettato provvedimento. Ognuno è portatore di una profonda preoccupazione a causa degli impegni assunti in prospettiva di veder realizzato il sogno della propria vita. Adesso cosa accade? Avremo ancora questa possibilità per la quale abbiamo impegnato i risparmi di una vita? Molti hanno già disdetto e lasciato le loro abitazioni in affitto; altri lo dovranno fare obbligatoriamente avendo già disdettato i contratti. Dove andremo ad abitare dal momento che risulta impossibile trovare una abitazione in locazione? Tutti sanno quanto è difficile avere la disponibilità di un alloggio in penisola sorrentina. In alcune famiglie ci sono anche casi di grave disabilità, che grazie a questa assegnazione avrebbero potuto godere del totale abbattimento delle barriere architettoniche. Tutti abbiamo atteso questo momento con grande ansia e trepidazione e adesso tutto sembra improvvisamente svanito. La quasi totalità degli assegnatari aveva già acquistato gli arredamenti. Tutto ciò è costato ad ogni singola famiglia lavoro e sacrificio. Nessuno di noi è proprietario di un’altra casa e per noi questa rappresenta una primaria necessità del vivere in una comunità civile. Questo intervento per noi non rappresenta alcuna speculazione edilizia perché, per altro, siamo impegnati dalla convenzione a non poter successivamente vendere e fittare la casa. Siamo convinti della legittimità dell’intervento e della correttezza dell’intero operato, per cui non abbiamo dubbi su quale possa essere l’esito finale. Siamo estremamente preoccupati dei tempi della giustizia che non coincidono con le esigenze primarie delle nostre famiglie e, tuttavia, confidiamo in essa e nel buon senso di chi deve giudicare. Lotteremo uniti e coesi, con tutte le nostre forze, per vedere soddisfatte le nostre ragioni”.