Di notte niente radiologi negli ospedali della penisola sorrentina

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SORRENTO. Con il pretesto che sono necessari ulteriori tagli al budget, viene assestato un nuovo colpo alla sanità pubblica in penisola sorrentina. A partire dal prossimo 15 marzo non ci saranno più medici radiologi a garantire la copertura notturna negli ospedali di Sorrento e Vico Equense. La decisione è stata adottata nel corso di un incontro convocato dal risk manager dell’Asl Napoli 3-Sud, Maria Virginia Scarfato ed al quale hanno preso parte i responsabili delle unità di radiodiagnostica delle aree in cui è suddivisa l’azienda sanitaria: Nolana, Stabiese, Sorrentina e Vesuviana.

Nel corso del vertice si è discusso di come utilizzare le moderne tecnologie per mettere in rete i sistemi operativi e, soprattutto, delle ipotesi di adozione di nuovi modelli organizzativi per il personale medico e tecnico dei reparti di diagnostica per immagini. In base al verbale della seduta, quindi, per quanto riguarda i due presidi dell’area sorrentina, la guardia attiva notturna dei medici radiologi, attualmente effettuata al Santa Maria della Misericordia, verrebbe ad essere sostituita con una pronta disponibilità e con la telerefertazione effettuata via web da un medico dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Durante il giorno, invece, ci sarebbero tre medici al mattino ed uno al pomeriggio nei feriali ed uno al mattino con un altro il pomeriggio nei festivi. Per quanto riguarda i tecnici, invece, il piano prevede che ce ne saranno 4 la mattina e 2 il pomeriggio nei feriali e 2 al mattino e 2 al pomeriggio nei festivi, oltre alla guardia notturna sia al presidio di Sorrento che al De Luca e Rossano di Vico Equense.

Una riorganizzazione non condivisa dai medici radiologi degli ospedali costieri. “Ci sono alcuni esami che devono essere eseguiti necessariamente alla presenza di un medico – spiega il dottor Fernando Fiorentino, uno dei 7 camici bianchi dell’unità di Radiologia degli ospedali peninsulari -, si tratta delle tac, delle ecografie e delle indagini eseguite con mezzi di contrasto. Accertamenti che in alcuni casi possono rappresentare la salvezza per un paziente per cui non si può attendere l’arrivo di un medico da Vico Equense o da Pompei”. In molti casi, infatti, un chirurgo o un ortopedico attende il responso dei test radiologici prima di effettuare un intervento.

“Ipotizziamo arrivi al pronto soccorso la vittima di un incidente che si pensa abbia la milza spappolata – spiega ancora il dottor Fiorentino – se non si interviene il prima possibile il paziente rischia il decesso per l’emorragia, ma se non c’è un radiologo in sede non si può effettuare l’esame che confermi la lesione”. Insomma una scelta che può mettere a rischio la vita di decine di persone, non solo della penisola sorrentina, ma anche della costiera amalfitana, senza dimenticare i turisti che d’estate fanno raddoppiare il numero dei residenti.

Le statistiche, inoltre, confermano la necessità del servizio. Nei mesi di giugno e luglio del 2015 presso gli ospedali peninsulari sono stati effettuati 2775 esami radiografici, 773 tac, 427 ecografie e 173 mammografie. Una parte consistente di tali test è stata fatta durante le ore notturne. Esami che ora richiederebbero l’attesa del medico reperibile o il trasferimento presso un altro ospedale, con tutti i rischi che ciò comporta per la vita del paziente.

Una situazione che ha spinto il responsabile del reparto di Radiologia degli ospedali riuniti della penisola sorrentina, Lucio Vitale, a scrivere al direttore sanitario dei due presidi, Mauro Muto. “Esprimo grosse perplessità sull’assenza della guardia attiva radiologica – si legge nella nota – in un presidio come quello di Sorrento dove è presente pronto soccorso, rianimazione e unità coronarica, oltre ad urgenze chirurgiche ed ortopediche ed è punto di riferimento per il 118 in penisola sorrentina e costiera amalfitana”.

Una serie di motivi per cui il dottor Vitale richiama i responsabili del servizio sanitario ad assumersi le proprie responsabilità. “Vista l’orografia del territorio e la viabilità della zona – è riportato ancora nella missiva -, ritengo che ogni eventuale ritardo del medico radiologo chiamato in pronta disponibilità ed eventuali contenziosi medico-legali per esami urgenti ed indifferibili, saranno da addebitare a coloro che sono i responsabili della riorganizzazione dalla quale mi dissocio”. Ora non resta che sperare che i vertici dell’Asl facciano un passo indietro.