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Corteo di 800 studenti della costiera contro le carenze delle scuole

manifestazione-studenti-sorrento6novembre2017

SORRENTO. Circa ottocento studenti che frequentano i cinque istituti superiori della Costiera, sotto il coordinamento del Collettivo studentesco, ieri si sono astenuti dalle lezioni per dare vita ad un corteo lungo le strade di Sorrento e chiedere interventi per risolvere alcune delle problematiche che attanagliano il settore dell’istruzione nell’area della penisola sorrentina. Due, in particolare, le criticità rilevate dagli alunni.

La prima riguarda il campo sportivo di via Sersale, di proprietà della parrocchia di Sorrento ma per anni a disposizione degli studenti della succursale del liceo scientifico “Salvemini” e dell’istituto polispecialistico “San Paolo”. La Curia ha offerto la struttura alla Città metropolitana di Napoli affinché gli allievi potessero usufruirne, senza però ottenere risposta.

Altro motivo della protesta i lavori di consolidamento di un’ala dell’istituto nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento, avviati due anni fa e da un mese bloccati per questioni finanziarie: una situazione che avrebbe costretto studenti e personale ai doppi turni se il Comune non avesse messo a disposizione alcuni spazi della biblioteca e se i vertici della scuola non avessero organizzato diversamente l’orario di lezione. A ottobre scorso, grazie all’intervento del sindaco di Meta e consigliere metropolitano Giuseppe Tito, sei aule sono tornate a disposizione dell’istituto; per altre dieci, invece, si attende ancora la conclusione dei lavori.

La manifestazione di ieri, comunque, ha rappresentato anche l’occasione per chiedere alle istituzioni di rivedere i meccanismi che regolano l’alternanza scuola-lavoro la quale, secondo gli studenti, non sarebbe opportunamente strutturata. “Alcuni di noi vengono sfruttati dalle aziende nelle quali sono impegnati, mentre altri sono trascorrono il tempo senza fare nulla – commentano i rappresentanti degli studenti -. In questo modo, quella che dovrebbe essere un’opportunità di avvicinamento al mondo del lavoro si tramuta in un colossale flop”.