Assenteisti al Comune di Piano: Imputato e legale sono non vedenti ma non ricevono la notifica in braille

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PIANO DI SORRENTO. Si continua a parlare di “giusto processo”, ma in Italia non sempre i diritti di chi ha a che fare con la giustizia sono pienamente rispettati. La conferma di ciò arriva dal procedimento giudiziario in corso per i presunti assenteisti del Comune di Piano di Sorrento. Sette dipendenti dell’ente pubblico e la moglie di uno di essi accusati a vario titolo di truffa ed interruzione di pubblico servizio. Tra gli imputati vi è un non vedente, assistito da un avvocato napoletano, Gianluca Fava. anch’egli affetto da cecità. Di seguito riportiamo la lettera del legale indirizzata alla nostra testata che mette in luce come, secondo il legale, i diritti del proprio assistito siano stati calpestati per quella che egli definisce una “vergogna italiana”.

PREG.MO DIRETTORE,
chi scrive è un avvocato penalista napoletano non vedente.
Nell’autunno 2012, alcuni impiegati del Comune di Piano di Sorrento vengono indagati per vari motivi, diversi episodi ed a vario titolo, per “assenteismo” (CFR l’articolo “Processo assenteisti, a Piano un summit tra sindaco e assessori” pubblicato su SorrentoPress il 13 luglio 2014 e www.studiolegalefava.com e www.studiolegalefava.com/nonfiniscequi.asp).
In data 14/06/2013 lo scrivente riceveva giusto mandato difensivo dal sig. … per il proc. Pen. N° … R.G.n.r.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, nella persona del dott. Manzi, decide per la richiesta di rinvio a Giudizio.
L’udienza preliminare veniva fissata per il 27/02/2014; ma, per un difetto di notifica alla parte offesa (Comune di Piano di Sorrento), si rinviava al 13/05/2014.
Essendo anche il mio assistito cieco assoluto, lo scrivente eccepiva, attraverso il deposito di un’istanza scritta e corredata di documentazione attestante l’effettiva cecità dell’imputato in questione, la nullità dell’avviso dell’udienza preliminare, non solo perché non trascritto in braille, ma anche perché preceduto da una richiesta di rinvio a giudizio ed un avviso di interrogatorio, anch’essi affetti da nullità perché non trascritti in braille.
Inoltre, come subordinata, si sollevava una questione di legittimità costituzionale dell’articolo 419 C.P.P. per contrasto con gli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui non prevede anche che, in caso di imputato cieco, l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare è nullo se non è trascritto in braille.
L’eccezione di nullità e la conseguente ed eventuale questione di legittimità costituzionale, a modesto avviso dello scrivente, non solo appaiono manifestamente fondate, ma anche assolutamente rilevanti.
Perchè? nel predetto atto, si affermava tra l’altro, che in un sistema processual penalistico dove giustamente si tenta di garantire la piena partecipazione ad un processo di imputati appartenenti a minoranze linguistiche riconosciute, stranieri, muti, sordi e sordomuti, notificare ad un imputato non vedente atti processuali non trascritti in braille, rappresenta una palese violazione quantomeno dell’articolo 3 della Costituzione, se non addirittura dei diritti dell’uomo e del cittadino; infatti, si aggiungeva nell’atto de quo e nella relativa illustrazione orale, che la difesa penale è personale ed il braille è l’unico “sistema” veramente idoneo per mettere a conoscenza di un disabile visivo un documento scritto.
Inoltre, si precisa, che se è vero come è vero che una tale situazione può penalizzare, ad esempio, anche un avvocato privo della vista e di fatto almeno in parte lo fa, è anche vero che un imputato con il medesimo handicap ha il diritto e la possibilità di farsi assistere da un professionista vedente, ma non può in nessun modo cambiare il proprio “status” processuale.
Il Gup Antonello Anzalone rigettava l’eccezione di nullità e non accoglieva la relativa questione di legittimità costituzionale.
L’udienza procedeva, la requisitoria e le arringhe si protraevano fino alla successiva udienza del 09/07/2014 e, in quella data, tutti gli imputati (compreso il mio) venivano rinviati a giudizio per il 30/10/2014.
In attesa di tale data, mentre si sta valutando il modo di continuare la battaglia in questione, ci si chiede: l’articolo 3 della Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, o che tutti i cittadini vedenti sono uguali davanti alla legge?

Avv. Gianluca Fava