Turisti in calo a Napoli, tiene Sorrento. Le due città che l’Istat ha certificato essere le regine dell’ospitalità del Mezzogiorno guardano con apprensione alle tensioni mondiali che rischiano di condizionare il mercato.
“Stiamo riscontrando una contrazione delle presenze in questo inizio anno, trend confermato anche dalle previsioni per Pasqua: si registra, ad oggi, un calo previsionale di circa il 10% rispetto a un livello di occupazione pari all’80% consolidato nel 2025, anche se mancano ancora due settimane – fanno sapere da Federalberghi Napoli -. È difficile comprendere quanto possa aver inciso la crisi internazionale. È però evidente una minore propensione ai viaggi intercontinentali in questo periodo; ci auguriamo quindi un aumento delle presenze di turisti europei, che possa compensare, almeno in parte, il calo degli ospiti extraeuropei”.
Meno preoccupati gli addetti ai lavori sull’altra sponda del golfo: Sorrento sembra essere più forte delle guerre ed anche dell’inchiesta che continua a scuotere il Palazzo Municipale. Un brand che tira a prescindere da tutto. In fondo i turisti arrivano da queste parti per il panorama, l’enogastronomia improntata alla dieta mediterranea, il mare cristallino, i siti culturali e la vicinanza con perle come Capri, Pompei, Positano, Amalfi e Ravello.
Il primo banco di prova per verificare la tenuta sul fronte degli arrivi è la Pasqua ormai alle porte, anche se, già da diversi giorni, si vedono in giro comitive e famiglie che scattano foto e vanno a caccia dei tesori del territorio. Molti hotel hanno già riaperto i battenti e per la Domenica delle Palme si prospetta la completa ripresa del comparto. Ciò perché in Costiera, a fare da attrattore, ci sono anche i riti della Settimana Santa con le processioni degli incappucciati che richiamano appassionati da tutto il mondo.
“Al momento non si riscontrano elementi di preoccupazione tanto per l’imminente periodo pasquale quanto per il prosieguo della stagione – sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina -. È evidente che per il nostro comparto le tensioni globali rappresentano un freno, soprattutto se uno dei belligeranti minaccia apertamente i turisti, ma, ribadisco, per ora, non ci sono segnali di allarme”.
Si conferma anche l’orientamento emerso dai dati Istat che vedono Sorrento scelta per il 90 per cento da viaggiatori provenienti da oltreconfine: un record. “Per Pasqua abbiamo buoni riscontri per quanto riguarda i nostri connazionali, ma nei mesi successivi potremo contare soprattutto sui tradizionali mercati di riferimento: britannici e statunitensi – chiarisce Iaccarino -. Se non ci saranno scossoni il 2026 sarà in linea con i flussi degli ultimi anni”. Che, ricordiamolo, hanno fatto segnare numeri da primato, attestandosi intorno a tre milioni di presenze.
Esprime ottimismo anche Gino Acampora, presidente dell’associazione Agenti di viaggio Penisola Sorrentina. “Per ora la situazione internazionale non preoccupa più di tanto – mette in chiaro -. Bisogna anzi dire che potremmo trarne beneficio considerato che gli europei, in questo contesto, sono meno propensi a spostamenti a lungo raggio, preferendo restare entro i confini del Vecchio Continente. È chiaro, però, che se il conflitto non si chiuderà in tempi rapidi potremmo perdere i flussi australiani ed asiatici i cui voli effettuano scali negli aeroporti del Medio Oriente. In generale, comunque, seppure rilevando un rallentamento delle prenotazioni, ancora non ci sono cancellazioni o disdette”.
E più a breve termine? “Per Pasqua i numeri sono decisamente buoni, anche se i soggiorni saranno tutto sommato brevi – conclude il leader dei tour operator -. Contiamo anche sul last minute, soprattutto se il meteo ci darà una mano. Poi, come accade ogni qualvolta le festività pasquali arrivano tra marzo e i primi di aprile, ci sarà un rallentamento fisiologico. Ma già i ponti di primavera dovrebbero garantire buone percentuali di riempimento”.





