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Green pass: Controlli in hotel, ristoranti e locali

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Si avvicina la data dell’1 luglio, il giorno in cui diventerà operativo il green pass europeo. Strumento atteso soprattutto dagli operatori turistici e della movida che così sperano di poter far ripartire a pieno regime le loro attività. In queste ore il Governo è impegnato nel predisporre il Dpcm che dovrà stabilire le modalità di attribuzione, di utilizzo e controllo sulla certificazione.

Per ora quel che è certo è che il passaporto vaccinale sarà sia digitale che cartaceo ed attesterà la guarigione dal Covid-19 nei 6 mesi precedenti, l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti o l’avvenuta vaccinazione per i 9 mesi successivi a questa.

Conterrà un Qr code. Inoltre si garantirà l’interoperabilità con i sistemi degli altri paesi europei per tornare a viaggiare senza quarantene, un database aggiornato quotidianamente con gli esiti dei tamponi o le nuove vaccinazioni, diverse modalità per ottenerlo, la possibilità di usarlo attraverso l’app Immuni e un call center per chi dovesse ritrovarsi in difficoltà con lo strumento digitale. Inoltre, inevitabilmente, ci saranno anche sanzioni e controlli.

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si rilevano le novità più importanti. I controlli non saranno, infatti, affidati solo ai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma ad occuparsi delle verifiche, si legge nel testo, sarà anche “il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso del certificato verde nonché i loro delegati”.

Nell’elenco ci sono anche “il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso del green pass nonché i loro delegati e i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso della certificazione verde (nonché i loro delegati)”.

Se la bozza sarà confermata nel testo definitivo significa che quando si entrerà in un locale o presso un albergo il personale addetto al ricevimento dovrà chiedere l’esibizione del green pass (nei casi previsti) e di un documento di riconoscimento valido.