Nelle mattinate del 29 e 30 gennaio, a Napoli, i carabinieri della compagnia di Sorrento, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura, hanno proceduto all’arresto di due persone, gravemente indiziate in ordine ad una truffa aggravata dall’età avanzata della vittima e dall’aver provocato alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità.
L’attività d’indagine, svolta dai militari della stazione carabinieri di Sorrento e coordinata dalla Procura oplontina, ha consentito di accertare che lo scorso 13 luglio 2024 gli indagati, in concorso con una terza persona in corso di identificazione, avrebbero truffato una donna di 87 anni di Sorrento, inducendola, attraverso artifici e raggiri, a consegnare loro denaro e monili in oro per un valore complessivo di oltre 15mila euro.
L’anziana era stata contattata telefonicamente da uno degli autori del reato, il quale, presentandosi falsamente quale appartenente alle forze dell’ordine, le riferiva di avere trattenuto in carcere la figlia della vittima, in quanto responsabile di un sinistro stradale con feriti e che, per salvarla, la donna avrebbe dovuto consegnare tutto il denaro contante di cui era in possesso ed eventuali monili in oro ad un avvocato che da lì a poco si sarebbe presentato a casa della vittima.
Successivamente un altro autore del reato si recava a casa della 87enne nelle false vesti di avvocato e si faceva consegnare 250 euro in contanti e numerosi monili in oro, inducendo in tal modo in errore l’anziana in ordine alla necessità di consegnare il denaro ed i gioielli per far uscire la figlia dal carcere.
L’indagine, svolta dai carabinieri del maggiore Ivan Iannucci mediante l’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza della zona e la predisposizione di mirate attività di investigazione diretta e indiretta, ha consentito di pervenire, con elevata probabilità, all’identificazione degli autori della truffa negli indagati. All’esito delle formalità di rito, gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.