Dal traffico di cocaina che sbarca dal Sudamerica ai timori per l’arrivo del fentanyl sulle piazze di spaccio italiane, dalle stese all’approdo della criminalità organizzata sul darkweb. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ospite del Festival del Giornalismo e del Libro d’Inchiesta che si tiene in penisola sorrentina, ha analizzato a fondo quelle che, ad oggi, rappresentano le principali emergenze per la sicurezza pubblica.
Lo spunto è il libro che lo stesso capo della Procura partenopea ha scritto a quattro mani con il giornalista e docente universitario Antonio Nicaso dal titolo «Cartelli di sangue» (Mondadori). Sulla splendida terrazza del belvedere della Marinella, a Sant’Agnello, Gratteri ha risposto alle domande del giornalista del Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo. A fare gli onori di casa il sindaco Antonino Coppola e diversi esponenti della sua amministrazione.

La chiacchierata che ha suscitato il vivo interesse di del numeroso pubblico è partita, chiaramente, dai contenuti del volume firmato da Gratteri e Nicaso nel quale si parla del mercato globale della cocaina che, partendo dalle coltivazioni gestite dai cartelli in America Latina, raggiunge l’Europa e l’Italia. “Le cosche investono i consistenti proventi del traffico internazionale di stupefacenti nell’economia reale – sostiene il procuratore -. Spesso capita che i soldi siano utilizzati per l’acquisto di televisioni e giornali attraverso i quali formare l’opinione della gente comune”.
Sempre a proposito del contrasto al traffico di droga, per Gratteri l’operazione voluta dall’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, che ha portato all’arresto del presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, è stata condotta “in violazione del diritto internazionale”, mentre non si interviene in Ecuador “che è realmente un narcostato, da dove arriva l’80% della cocaina destinata agli Stati Uniti ed all’Europa attraverso un commercio gestito dai cartelli messicani”.
Rimane consistente anche la produzione in Colombia “dove è aumentata del 50% grazie a piante geneticamente modificate che oggi assicurano 5 raccolti all’anno contro i 2 di un tempo”. Per Gratteri “il contrasto al mercato della droga è reso più complicato dal fatto che in diversi Paesi Sudamericani “i trafficanti partecipano attivamente alle elezioni”.
Se la cocaina rappresenta motivo di preoccupazione, ad allarmare è il rischio che possa sbarcare in Italia il famigerato fentanyl, la droga degli zombie. Quella, per intenderci, di cui si parla in questi giorni per il furto in un ospedale romano. “Possiamo solo sperare che gli spacciatori si rendano conto che per loro non è un buon affare – spiega il procuratore di Napoli -. La cocaina si vende ad un prezzo molto superiore rispetto al fentanyl. Inoltre, il consumatore di quest’ultima sostanza dura, se è fortunato, non più di tre anni, mentre chi fa uso di cocaina può essere un cliente anche per 30 anni”.
Sempre in tema di stupefacenti secondo Gratteri “oggi non esistono più droghe leggere come poteva essere la marijuana ai tempi dei “figli dei fiori”. Attualmente la cannabis ha un principio attivo che è il 68% più forte del passato”. Ma ciò che più preoccupa è che i consumatori hanno un’età media sempre più bassa. “La marijuana si comincia ad usare già alle medie, ed ora in queste scuole inizia a vedersi anche la cocaina: è necessario che le famiglie e le istituzioni scolastiche facciano di più. A Napoli si vedono ragazzini di 9-10 anni sulle bici elettriche in strada a mezzanotte. Anche il governo deve mobilitarsi per contrastare la dispersione scolastica che a Napoli è pari al 40%, investendo le risorse necessarie nell’istruzione”.
Parlando ancora di quanto accade nel capoluogo partenopeo, preoccupa il fenomeno delle stese e della violenza dilagante. “Quando sono arrivato in città c’erano 600 telecamere di videosorveglianza, oggi sono 1400 ma ancora non bastano – puntualizza Gratteri -. Sono comunque indispensabili visto che ora le inchieste arrivano ad una conclusione che porta agli arresti e non si brancola più nel buio. Ciò anche grazie alle risorse in termini di personale a disposizione visto che abbiamo uno scoperto di organico pari al 10%, mentre ci sono altre zone d’Italia dove la carenza di forze dell’ordine arriva anche al 40%”.
Ed è a Napoli che sbarcano i migliori uomini in divisa. “I vertici dei carabinieri e della Guardia di finanza, così come il capo della polizia, inviano qui i primi classificati nei concorsi – chiarisce Gratteri -. Ed ora ci sono anche esperti in cibersecurity, che rappresenta la nuova frontiera del contrasto alla criminalità visto che oggi i clan utilizzano il darkweb per i loro traffici come dimostra quanto emerso con l’arresto di Raffaele Imperiale, un vero innovatore, capace di usare la tecnologia per i propri affari standosene comodamente seduto in poltrona”.
Infine Gratteri annuncia che parteciperà alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che si terrà mercoledì prossimo a Napoli: “Ho molte cose da dire in quella sede”.






