Ospedale unico penisola sorrentina, ricorso al Tar e richiesta di risarcimento da 93 milioni

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Annullare la delibera del Consiglio comunale di Sant’Agnello che ha frenato la procedura per trasformare l’attuale distretto sanitario dell’Asl Napoli 3 Sud nel nuovo ospedale unico della penisola sorrentina e condannare l’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Coppola ad un risarcimento monstre di quasi 93 milioni di euro. A presentare il ricorso al Tar Campania di Napoli è stato il commissario ad acta nominato dal governatore Vincenzo De Luca, Gennaro Sosto.

Lo scorso 16 settembre l’assemblea civica del Comune costiero ha approvato il provvedimento che accoglieva le osservazioni pervenute da parte di alcune associazioni ambientaliste e da una privata cittadina in merito alla variante al piano regolatore necessaria all’esecuzione degli interventi strutturali sull’immobile di via Mariano Lauro. Si è determinato così il blocco dell’iter avviato nel lontano 2010 con la richiesta da parte dei sei sindaci del comprensorio sorrentino e di Positano di realizzare un nuovo presidio sanitario.

Nell’ampio ricorso Sosto ripercorre tutte le fasi del lungo e complesso procedimento. Si ricorda così il finanziamento di 65 milioni accordato nel 2019 dal ministero della Salute nell’ambito dell’accordo di programma sottoscritto con la Regione Campania ed il costo della progettazione pari a circa 5 milioni di euro. Si arriva così all’ottobre dello scorso anno quando il Consiglio comunale di Sant’Agnello (all’epoca la maggioranza era guidata dall’ex sindaco Piergiorgio Sagristani) ha approvato una delibera riconoscendo “l’interesse pubblico” dell’opera ed approvando il progetto.

Lo stesso elaborato ottiene poi il via libera dalla conferenza dei servizi e la Regione richiede il finanziamento al ministero per la cifra complessiva lievitata a 93 milioni di euro. Nel frattempo arrivano le elezioni comunali e cambia l’amministrazione. La nuova maggioranza pubblica un avviso per raccogliere eventuali osservazioni alla variante al Prg.

Si arriva così alla delibera dello scorso settembre ora impugnata dal commissario ad acta insieme a tutti gli atti ad essa collegati. Nel ricorso al Tar Campania Sosto evidenzia che l’ok al progetto da parte del Consiglio comunale targato Sagristani costituisce già variante al Piano regolatore se gli organi competenti – come accaduto – non sollevano obiezioni entro 90 giorni.

Uno degli aspetti centrali della questione è relativo al presunto rischio idrogeologico dell’area oggetto dei lavori. A questo proposito il commissario ad acta allega al ricorso tutta la documentazione che forma parte integrante del progetto relativa agli studi ed alle relazioni dei tecnici, ricordando che sono stati rilasciati i pareri favorevoli da parte di tutti gli organi competenti.

Altri rilievi mossi dall’amministrazione del sindaco Coppola riguardano le ricadute sul traffico provocate dalla presenza della nuova struttura sanitaria. A questo proposito Sosto ribatte con le risultanze di uno studio affidato ad un’azienda specializzata la quale a fine ottobre ha concluso che “gli indicatori trasportistici evidenziano una sostanziale tenuta del sistema viabilistico, molto simile allo stato di fatto”. Insomma non dovrebbe cambiare nulla rispetto alla situazione attuale anche tenendo conto della nuova destinazione degli attuali presidi di Sorrento e Vico Equense.

Sosto conclude evidenziando che lo stop al procedimento è stato “imposto illegittimamente dal Comune di Sant’Agnello”, il quale “dopo oltre 10 anni di progettualità condivisa, ha improvvisamente e repentinamente ipotizzato insussistenti carenze al progetto sulla base di osservazioni che in alcun modo avrebbero potuto incidere sul progetto dell’opera sia per essere già stato approvato il relativo progetto sia preliminare che definitivo con conseguente variante alla pianificazione comunale, sia per insussistenza anche nel merito delle stesse”.

Inoltre Sosto ritiene che il mancato tempestivo intervento del Tar per sospendere e poi annullare la delibera di Consiglio comunale potrebbe mettere a rischio il finanziamento di 88 milioni accordato dal ministero ed il blocco dei fondi del Pnrr per riconvertire gli attuali ospedali di Sorrento e Vico Equense in strutture territoriali tipo case di comunità. Da ciò la richiesta di un risarcimento di ben 93 milioni.

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