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Nuova perizia per la morte del marittimo di Sant’Agnello

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Si riapre il caso della morte di Giosuè Sorrentino, il marittimo di 35 anni di Sant’Agnello trovato privo di vita il 24 aprile 2016 sulla petroliera Bianca Amoretti mentre era ancorata in rada a Malamocco, a Venezia. Una nuova consulenza medico-legale è stata disposta dal Gip del Tribunale del capoluogo veneto su una vicenda inizialmente archiviata come suicidio.

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Secondo avvocati e periti della famiglia Sorrentino, il 35enne terzo ufficiale di macchine non si tolse la vita, come sostenuto dal pm, ma fu sgozzato e poi trascinato da almeno due persone nei pressi di una fresa con l’evidente obiettivo di depistare le indagini.

Secondo i legali della famiglia Sorrentino ci sono diverse incongruenze sia in merito alle ferite sul corpo del marittimo che per quanto riguarda l’intervento della polizia avvenuto molte ore dopo la morte del 35enne. Dubbi anche sulle versioni fornite dai membri dell’equipaggio che sembrano concordate. Allo stesso tempo i congiunti di Giosuè escludono in maniera categorica che potesse essere depresso e per questo si sia suicidato.

Una serie di circostanze da chiarire, quindi, per cui il Gip di Venezia ho riaperto le indagini, per verificare se ci siano dubbi sulla morte di Giosuè Sorrentino e stabilire una volta per tutte le cause del suo decesso. Non si esclude anche la necessità di riesumare la salma nel caso i risultati dell’autopsia eseguita cinque anni fa non venissero ritenuti attendibili.

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