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Nessuno spiraglio per gli assegnatari dell’housing sociale di Sant’Agnello

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Ancora qualche giorno di tempo per il deposito della perizia e ulteriori termini per raccogliere elementi utili all’inchiesta. Sono ancora in corso le indagini sull’housing sociale di Sant’Agnello, finito sotto sequestro lo scorso febbraio perché secondo la Procura di Torre Annunziata è stato costruito in maniera totalmente abusiva perché in contrasto con il Put della Penisola Sorrentina.

Nessuna schiarita all’orizzonte, per ora, per le 53 famiglie, circa duecento persone, che, affidandosi ad un bando del Comune di Sant’Agnello, avevano avviato le pratiche di acquisto degli appartamenti e che pochi giorni dopo il sequestro avrebbero preso possesso delle loro nuove case.

Da quando sono stati apposti i sigilli alle abitazioni, sia il gip del Tribunale di Torre Annunziata che il Tribunale del Riesame di Napoli hanno convalidato il sequestro disposto d’urgenza dalla Procura oplontina appena prima che gli assegnatari entrassero nelle nuove case.

Secondo gli inquirenti, però, le palazzine in quel tratto di via Monsignor Bonaventura Gargiulo in realtà non potevano essere costruite e dunque vanno considerate abusive. Per diversi reati urbanistici sono indagate 4 persone, per le quali è stata chiesta una proroga di indagini. Un’altra proroga di pochi giorni, invece, è stata ottenuta dall’architetto Ciro Oliviero, consulente della Procura, che sta redigendo la relazione che sancirebbe l’illegittimità delle costruzioni.

Intanto le 53 famiglie si sono riunite in un comitato e hanno protestato più volte a Sant’Agnello e due volte all’esterno del palazzo di giustizia di Torre Annunziata. Gli acquirenti chiedono velocità nella definizione della vicenda giudiziaria e il dissequestro delle case. Dopo l’ennesima manifestazione dei giorni scorsi, il procuratore Nunzio Fragliasso ha ricevuto un rappresentante del “Comitato Housing Sociale e Solidale di Sant’Agnello”, insieme al sostituto Andreana Ambrosino, titolare dell’inchiesta.

Fragliasso avrebbe spiegato al delegato degli assegnatari che “il fascicolo è su un binario preferenziale e che l’inchiesta sarà chiusa al più presto. Se si arriverà a processo potranno costituirsi parte civile. In attesa, però, permanendo il sequestro, dalla Procura – come riporta oggi il Mattino – fanno sapere che “non sono possibili situazioni alternative, così come è impossibile concedere in uso gli appartamenti a soggetti non legittimati”. Le scritture private tra costruttore e acquirenti – con versamento di un cospicuo anticipo – non certificano, infatti, il passaggio di proprietà degli immobili, con le case che sono formalmente ancora della SHS srl.

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