Trentamila marittimi bloccati nel Golfo Persico perché si sconsiglia di attraversare lo stretto di Hormuz a causa della guerra che vede contrapporsi da una parte gli Stati Uniti e Israele e dall’altro l’Iran. Sono proprio i leader del Paese arabo che hanno minacciato di attaccare le navi in transito verso il golfo di Oman.
E così le compagnie hanno ordinato ai comandanti di attendere in porti sicuri che la situazione si sblocchi. Nel frattempo cresce la preoccupazione per i familiari degli membri degli equipaggi, parte dei quali arrivano dalla penisola sorrentina e da altre zone della provincia di Napoli.
I parenti si affidano ai telefoni e seguono con preoccupazione crescente le notizie che arrivano dal fronte. Ieri sera, ad esempio, ha destato allarme la voce che molte unità hanno spento l’Ais, l’apparato che mostra la rotta, per evitare di essere localizzate.
E così si moltiplicano le iniziative. Confitarma chiede l’utilizzo della Marina Militare mentre Alis, l’Associazione della mobilità sostenibile, ha lanciato un nuovo allarme da LetExpo: “L’Italia – ha detto il presidente Guido Grimaldi – deve intervenire subito per mettere in sicurezza i marittimi bloccati sulle navi”.
Il quadro è preoccupante anche per Confitarma. Come riporta Antonino Pane su Il Mattino il presidente Mario Zanetti ha scritto al ministro della Difesa, Guido Crosetto, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ed alle altre autorità competenti, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’escalation del rischio per i marittimi impiegati sul naviglio mercantile impegnato nell’area.





