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Marciapiedi a Marina di Cassano di Piano di Sorrento. Il Wwf: Cemento al posto della sabbia

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Tutto è iniziato nella tarda serata del 23 novembre 2020 quando, alla sede del Wwf, sono piovute decine di segnalazioni di cittadini che avevano appreso, da un articolo apparso online, di un cantiere edile sulla spiaggia di Marina di Cassano all’interno dell’area portuale, proprio in prossimità di una sorgente di acqua dolce presso la quale una colonia di anatre si abbeverava da tempo.

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Il Wwf Terre del Tirreno ha quindi inviato subito una nota all’amministrazione comunale e alle forze dell’ordine segnalando come, a Marina di Cassano, erano in corso lavori edili di cementificazione della spiaggia che avevano intercettato una storica sorgente di acqua dolce, proveniente dalla falesia tufacea retrostante, chiedendo di accertare la legittimità delle opere in corso e la loro conformità ad eventuali atti autorizzativi rilasciati dagli enti preposti.

Successivamente l’associazione del Panda visionava alcuni atti del progetto dai quali appariva che il fantomatico allargamento della strada, per costruire un marciapiedi in cemento e basolato per il transito dei pedoni, era stato autorizzato.

“È assurdo e da non crederci – dichiara il presidente del Wwf Terre del Tirreno – nel 2020 c’è ancora chi vorrebbe spacciare la cementificazione di un pezzo di spiaggia per “riqualificazione”? La commissione del paesaggio per giustificare l’autorizzazione delle opere sostiene che il marciapiede “valorizza il rapporto visivo e funzionale tra la pubblica strada e il mare”, ma ancora più assurda è la considerazione della Soprintendenza che scrive: “il progetto può comportare una riqualificazione di tutto l’arenile che versa in condizioni di degrado perchè attualmente occupato da barche e strutture precarie”. Ovvero il degrado sono le barche e le strutture precarie e che si fa? Invece di eliminarle si elimina la spiaggia. Ed ecco che, come in un triste incantesimo, sabbia, acqua e pietre verranno trasformate in grigio cemento. Ma davvero solo questo sappiamo fare? Verrà un tempo in cui racconteremo ai nostri nipoti di quando eravamo felici e correvamo con i piedi nudi sulla sabbia”.

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I lavori di cementificazione sulla spiaggia, richiesti con forza dall’amministrazione comunale col pretesto di far “passeggiare” comodamente i pedoni su di un marciapiede, sono un ennesimo scempio paesaggistico, storico ed ambientale al sito e un danno irreversibile all’ultimo lembo sabbioso della Marina di Cassano al confine con un’area Sic.

“Non ci vuole certo un premio Nobel per costruire un marciapiede – aggiunge Claudio d’Esposito che non ci sta a vedere sparire l’ennesimo tassello di spiaggia di Piano di Sorrento – se ne fanno in tutte le strade di ogni città o periferia del mondo. Ben altra cosa è realizzare una spiaggia, di solito ci riesce solo Madre Natura ed impiega milioni di anni per farlo. Eppure c’è chi continua a vedere nella sabbia “inutile polvere” da eliminare. Sono gli stessi che vedono negli alberi solo fastidi, problemi, sporcizia e pericoli e che, se solo potessero, “riqualificherebbero” il mondo intero con asfalto, cemento e comodi pavimenti.

Quello che taluni amministratori non comprendono è che ogni metro quadro di terra, di verde e di sabbia persa lo è per sempre. Sarebbe stato molto più bello, economico ed ecocompatibile, progettare un camminamento in legno con un pontile rialzato su pali infissi nella sabbia. Ma appare chiaro che, in questa benedetta terra, se non si mettono in moto le “betoniere” l’economia (quella del calcestruzzo armato dai soliti noti) non gira di certo. Infine c’è da dubitare che su quel marciapiedi transiteranno pedoni, molto più probabile che sosteranno tavolini e sedie di locali vari”.

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