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Incendi devastano la penisola sorrentina, allarme Wwf

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Le foreste del Mediterraneo stanno bruciando. In Italia, dove all’inferno della Sardegna, che ha distrutto oltre 20mila ettari di territorio, boschi, oliveti e campi coltivati costringendo 1.500 persone ad evacuare, stanno seguendo devastanti roghi anche in Sicilia, Calabria e Abruzzo.

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Ma è allarme rosso in tutto il mediterraneo: in Grecia, sull’isola di Rodi e nel Peloponneso, in Turchia, dove oltre 100 incendi sono scoppiati a fine luglio sulle coste dell’Egeo e del Mediterraneo e oltre alle foreste stanno mettendo in ginocchio la fauna selvatica.

A partire dal 2017 una nuova generazione di incendi è apparsa nell’Europa mediterranea, superando per dimensione e portata i grandi incendi. Si tratta dei mega-incendi, che generano vere e proprie tempeste di fuoco. L’uomo è responsabile della quasi totalità degli incendi, che possono essere accidentali, causati da negligenza o generati intenzionalmente. La presenza di vegetazione spontanea crea condizioni favorevoli al diffondersi delle fiamme, complice l’aumento significativo delle temperature medie globali provocate dal cambiamento climatico.

In Europa si stimano in circa 3 miliardi di euro l’anno i danni prodotti dagli incendi boschivi!

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Anche in penisola sorrentina, nell’ennesimo anno delle temperature da record e della siccità, effetti del Global Warming, arrivano i primi ampiamente previsti e prevedibili incendi! Dopo i boschi di Gragnano e le falde del Vesuvio, a bruciare in queste ore è l’area tra Torca e Crapolla, nel comune di Massa Lubrense, in piena area Sic e al confine col Parco marino di Punta Campanella.

L’incendio iniziato verso le ore 14 di ieri (n.d.r. 13 agosto 2021) si è sviluppato su via Corbo. Solo alle 18:30 si è avuto l’intervento di un elicottero. L’incendio che si credeva domato, è ripreso in tarda serata in tutta la sua furia devastante, passando sopra centinaia di ulivi e scendendo verso sud in direzione Crapolla incenerendo, assieme alle essenze della macchia mediterranea, anche il prezioso bosco di roverelle. Sul posto dopo il tramonto solo i contadini e gli abitanti locali che, con pale e pompe di irrigazione, hanno fatto il possibile per tutelare le proprie terre, le case e gli ulivi scampati. Le fiamme hanno continuato a divampare per l’intera nottata… storia già vista e abbondantemente annunciata e prevista.

Stamane all’alba attivisti e guardie venatorie Wwf erano sul posto provvedendo ad allertare Polizia Municipale, Protezione Civile e Vigili del Fuoco e dando un supporto sul campo al Dos dei pompieri che richiedeva l’intervento dell’elicottero. Sul posto, assieme ai vigili del fuoco e alla protezione civile, sono sopraggiunti anche i carabinieri. Ci sono voluti oltre trenta lanci per domare le fiamme! La situazione è drammatica, si teme per altre preziose aree della penisola sorrentina a rischio incendio.

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A Sorrento, dopo le operazioni di abbattimento degli alberi nella pineta delle Tore, quelli bruciati dall’incendio del 2017 e poi crollati per il forte vento nel 2019, ma anche quelli sani e ancora vivi, operazioni discutibili che hanno portato al sequestro dell’area da parte dei Carabinieri Forestali di Castellammare di Stabia e all’apertura di un’inchiesta della Magistratura, l’intera area appare in uno stato di totale abbandono. Il presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito, ha scritto al Sindaco di Sorrento per sottolineare come l’intera area sia ad alto rischio incendi chiedendo di pianificare con urgenza un’attività di controllo della pineta Le Tore e delle aree adiacenti.

Si legge nella nota del Wwf:
“Il cambiamento climatico è un fattore cruciale e alimenta un circolo vizioso. La stagione degli incendi sta diventando sempre più lunga, alimentata da periodi di caldo estremo e poca pioggia. Dobbiamo impegnarci nella prevenzione: combattere il cambiamento climatico, gestire il territorio, promuovere paesaggi fertili e fermare il taglio di alberi. È necessario rafforzare la conservazione ripristinando o riforestando i boschi distrutti dalle fiamme, portare avanti un monitoraggio continuo e sviluppare una strategia condivisa con le comunità, con le associazioni ambientaliste e con altri attori chiave del territorio. Solo insieme possiamo salvare la Terra e impedire che vada a fuoco. È assolutamente urgente pianificare un’attività di controllo del nostro territorio, mettendo in essere ogni azione di coordinamento, prevenzione e controllo, anche con l’ausilio di foto-trappole, per scongiurare nefasti futuri incendi”.

I volontari del panda e le guardie venatorie continuano a pattugliare le aree più a rischio. È di qualche giorno fa la notizia della cattura da parte dei carabinieri forestali su segnalazione di alcuni volontari del Wwf, di due soggetti intenti ad appiccare un incendio sul monte Tifata, vicino Caserta.

Dichiara Alessandro Gatto coordinatore regionale delle guardie Wwf in Campania:
“Il Wwf Italia continuerà a sostenere l’importante azione delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e di tutte le autorità che sono impegnate nella lotta contro i criminali che stanno distruggendo il nostro patrimonio più importante. La cattura dei due incendiari è la prova di quanto sia importante il ruolo delle associazioni di protezione ambientale e di volontari come le guardie Wwf che grazie ai corsi di formazione sono capaci di operare con efficacia sul territorio, a supporto degli organi dello Stato, per contrastare le illegalità”.

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