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Gufo ucciso a Vico Equense, affondo del Wwf

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Era stato recuperato nella giornata di domenica 30 gennaio 2022 nella frazione di Seiano, a Vico Equense, da alcune persone che si erano accorte che l’animale aveva difficoltà a volare.

Dopo la solita sequenza di telefonate l’esemplare di Gufo comune (Asio otus) era stato consegnato al comando Polizia Locale di Vico Equense dove dopo poco decedeva. Ai volontari del Wwf, che si erano messi a disposizione per il trasporto dell’animale al Frullone, non restava che recuperare la salma da restituire all’Asl veterinaria di Piano di Sorrento per l’invio a Portici per gli esami zooprofilattici di rito, non prima però di aver eseguito un esame radiografico.

Dalla radiografie è apparsa subito evidente la presenza di pallini di piombo in una zampa dell’animale oltre ad una frattura all’ulna dell’ala sinistra.

Probabilmente il colpo di arma ricevuto alla zampa deve averlo fatto precipitare ferendosi all’ala o forse un pallino ha attraversato l’ala fratturandola, difficile stabilire la dinamica, quel che è certo è che l’animale è stato sparato con un fucile da caccia e non è stato più in grado di predare e nutrirsi. Le temperature fredde di questi giorni lo hanno debilitato ulteriormente portandolo alla morte.

Nell’areale dove è stato rinvenuto il gufo non è nidificante ma di passo. Il gufo è un rapace notturno ed è probabile sia stato vittima della consueta caccia di appostamento alla beccaccia che si svolge prima dell’alba e causa, per la scarsa visibilità, l’uccisione di un gran numero di specie protette da parte di cacciatori pronti a colpire qualsiasi cosa si muova nella penombra!

“È vergognoso. Si sta davvero esagerando – è il commento del presidente del Wwf Terre del Tirreno Claudio d’Esposito – è il terzo esemplare di questa specie super protetta colpito dai bracconieri in penisola sorrentina nell’ultima stagione venatoria. Ironia della sorte è stato colpito poco prima della chiusura della caccia. Se si pensa al danno enorme che una sola persona senza cultura che imbraccia indebitamente un fucile è in grado di fare, forse, si comprende come il controllo dell’attività venatoria andrebbe necessariamente potenziato e il rilascio delle cosiddette “licenze di caccia” fatto con maggiori criteri selettivi. Una sola cartuccia di 1 euro, messa nella doppietta di un solo imbecille, crea danni enormi in termini economici, di dispendio di risorse umane e, soprattutto, alla biodiversità del pianeta”.

Il bracconaggio sulla dorsale dei Monti Lattari e in costiera sorrentina è ancora troppo diffuso, come pure il non rispetto delle regole, da parte di tanti che vagabondano armati convinti di poter fare quello che vogliono nella certezza dell’impunità. E non si tratta solo di uccelli protetti sparati, ma anche di caccia in periodo di silenzio venatorio, con trappole e mezzi non consentiti, nei pressi di strade e abitazioni, su aree percorse dalle fiamme e nelle aree protette o senza le carte in regola!

Intanto l’esemplare di gufo recuperato dai volontari del Wwf a Punta Campanella, a fine ottobre dello scorso anno, è ancora ricoverato al Frullone: dopo l’intervento chirurgico per la brutta frattura all’ala, si è reso indispensabile un lungo periodo di riabilitazione prima del rilascio in natura, cosa che lo costringerà a rimanere, ancora per un po’, nelle voliere attrezzate del Centro Recupero Animali Selvatici di Napoli.

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