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Arriva una anestesista, ma resta chiusa la Rianimazione a Sorrento. Parte la denuncia

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Arriva una nuova anestesista ma non basta per far rientrare l’emergenza negli ospedali della costiera. E così a Sorrento la Rianimazione rimane chiusa mentre tanto al Santa Maria della Misericordia quanto al presidio sanitario di Vico Equense viene garantita l’assistenza solo per le urgenze. I vertici dell’Asl Napoli 3-Sud hanno dirottato in zona – solo per un mese – una dottoressa in servizio a Nola nel speranza di poter garantire la ripresa delle attività. Ma non è sufficiente.

Il perché lo spiega oggi al Mattino la responsabile dell’unità operativa di Rianimazione degli Ospedali riuniti della Penisola Sorrentina. “Solo a Sorrento – evidenzia Matilde De Falco – sarebbero necessari sei medici per assicurare la copertura dei turni in Rianimazione, altri sei per le sale operatorie ed ulteriori sei per le emergenze. Altre sei unità sono poi indispensabili a Vico Equense”. Servono, quindi, in totale ventiquattro camici bianchi dedicati, invece al momento sono sei a Sorrento ed uno a Vico Equense ai quali si aggiunge la nuova anestesista arrivata da Nola e la stessa De Falco.

Un situazione che ha portato al tracollo non solo con la chiusura della Rianimazione, ma anche con il rinvio degli interventi chirurgici di elezione, tanto che alcuni pazienti che avevano già effettuato la preparazione pre-operatoria se ne sono tornati a casa per evitare di trascorrere il Natale in ospedale.

“Domani mattina – spiega Matilde De Falco – dopo che avrò finito il turno di notte a Vico Equense affiancherò a Sorrento il primario dell’Ortopedia, Raffaele D’Ambra, in una seduta operatoria proprio per consentire gli interventi su pazienti in attesa da 10 giorni in ospedale”.

A denunciare la situazione è ancora una volta Giuseppe Staiano, presidente della locale sezione del Tribunale del malato. La vigilia di Natale ha presentato un formale esposto ai carabinieri di Piano di Sorrento indirizzato al procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, attraverso il quale evidenzia che “ci ritroviamo di fronte alla gravissima interruzione di un pubblico servizio” e pertanto chiede di “perseguire nei termini di legge omissioni o commissioni di atti illegali che vanno a danneggiare la collettività ledendo vergognosamente il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. La carenza di personale in ambito sanitario costituisce una piaga che noi del Tribunale per i Diritti del Malato stiamo denunciando da almeno 20 anni. L’epilogo drastico che stiamo denunciando – conclude Staiano – è la conseguenza di anni di menefreghismo”.

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