Ancora schiuma sul mare della penisola sorrentina. Claudio d’Esposito (Wwf) contro tutti

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“E mentre giornalisti, esperti e politici si adoprano a rassicurare che “non c’è nessun pericolo” perché è “mucillagine” naturale ci si chiede se non sia il caso di pensare di offrire a turisti e bagnanti, quanto prima, dopo il mare verde e marrone, anche un “mare giallo al limoncello” che non inciderebbe di certo sui “parametri di balneabilità” e rientrerebbe tra i “prodotti tipici naturali” della nostra terra”.

Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno, pubblica alcune foto di ampie chiazze di schiuma nel mare della Regina Giovanna. E si scaglia contro tutti. Anche nei confronti di chi scrive perché su Il Mattino ha dato modo ai sindaci di replicare alla richiesta dello stesso d’Esposito di imporre divieti di balneazione preventivi ed a tecnici di fornire la propria opinione in merito (per leggere l’articolo clicca qui).

“È triste quando la ferma denuncia di un’associazione ambientalista sull’inquinamento del nostro mare serve solo ad accendere il ring mediatico – prosegue d’Esposito -. Eppure appena qualche anno fa c’era chi inneggiava, auspicava ed esaltava, facendo eco ai politici dalle pagine social, la costruzione del “magico depuratore di Punta Gradelle” (la cui visita guidata è inserita oggi nei tour turistici dopo Pompei, Amalfi e Capri) che avrebbe, grazie alla moderna tecnologia e ad una accorata e ottimale gestione, risolto tutti i problemi del mare.

Oggi, dopo qualche anno di mare cristallino all’indomani dell’inaugurazione, ci si giustifica che mancano le divisioni di acque bianche e nere, che l’impianto è sottodimensionato, che quando piove, quando c’è gente, o quando manca il grecale che pulisce il golfo, esso non può funzionare.

Il Wwf si sta opponendo alla costruzione del depuratore di Maiori ritenendo (lo si deduce dalle documentazioni progettuali) che sia insufficiente a depurare le acque reflue del solo Comune di Maiori nella stagione di piena turistica, eppure dovrà servire ben sei Comuni e costerà 21 milioni di euro, solo per partire.

Ancora una volta, ad appena inizio estate, le scie puzzolenti, la schiuma, la mucillagine e le bandiere pseudo-blu servono a far discutere. Ma serviranno anche ad affrontare seriamente il problema, a prendere soluzioni e ad individuare i responsabili?

Perchè se è vero come sostiene qualcuno che “la colpa è nostra, non di Punta Gradelle”, beh, allora iniziate ad eliminare a noi “colpevoli”, assieme al mare blu, anche la tassa di depurazione e di gestione della rete fognaria che tutti paghiamo in bolletta”, conclude d’Esposito.

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