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Alga tossica, a Sorrento stop a raccolta e consumo di frutti di mare

arpac

SORRENTO. Il sindaco impone lo stop alla raccolta ed al consumo di frutti di mare nello specchio d’acqua antistante Marina Grande. Motivo? La presenza di un’alga altamente tossica. A rilevare i rischi per la salute pubblica è stato il Settore Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Campania. Dalle analisi effettuate su campioni di organismi marini prelevati ad agosto dall’Arpac nella zona del borgo dei pescatori di Sorrento è emersa la presenza di una ovatossina  prodotta presumibilmente dall’ostreopsis ovata, una microalga tossica.

Per questo motivo il primo cittadino, Giuseppe Cuomo, ha emanato un’ordinanza che impone il divieto di pesca e di consumo di echinodermi (ricci di mare), frutti di mare (molluschi bivalvi e gasteropodi) e crostacei (granchi), raccolti anche a livello amatoriale per autoconsumo sui siti rocciosi del litorale antistante Marina Grande posti fino a 100 metri dalla costa.

In sostanza il provvedimento del primo cittadino stabilisce che “è vietata la pesca da autoconsumo sottocosta delle seguenti specie ittiche: cozze, patelle, ricci, crostacei, granchi ed altri molluschi presenti in prossimità della costa, o sui siti rocciosi del litorale marino compreso nel territorio comunale a causa del possibile accumulo di una tossina algale che può rilevarsi estremamente pericolosa per la salute pubblica”.

L’ordinanza rimarrà in vigore fino a nuova comunicazione. Dal Comune, inoltre, fanno sapere “che il rischio non è legato al consumo di tali specie ittiche eventualmente acquistate attraverso gli ordinari canali di vendita, in quanto oggetto dei controlli sanitari a cura delle Asl competenti”.

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