Capri Watch fashion & Accessories

Vacanze di Pasqua all’estero ma non in Italia, albergatori contro il governo

Via libera ai viaggi all’estero, ma niente vacanze di Pasqua in Italia. È l’effetto delle restrizioni attualmente in vigore nel nostro Paese. E gli albergatori italiani sono sul piede di guerra. Gli spostamenti all’interno dei confini nazionali, a meno che non siano diretti verso le seconde case, che godono al momento di uno speciale lasciapassare, saranno fortemente limitati dal 3 al 5 aprile, quando si applicheranno su tutto il territorio del Belpaese le limitazioni previste per le zone rosse, che vietano di mettere piede in una Regione diversa dalla propria, o muoversi all’interno della stessa Regione, tranne che per comprovate esigenze lavorative, per necessità o motivi di salute.

Però si potrà andare in aeroporto e prendere un aereo per le località straniere o imbarcarsi su una nave da crociera diretta verso Malta. Lo ha confermato il ministero dell’Interno ad Astoi-Confindustria. Dall Viminale hanno spiegato all’associazione dei tour operator italiani che gli spostamenti tra regioni e aree rosse, se finalizzati a raggiungere un aeroporto da dove si deve partire per turismo, o una nave da crociera, sono consentiti.

Spiegazione che ha mandato su tutte le furie gli albergatori. “Gli hotel e tutto il sistema dell’ospitalità italiana – evidenzia il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – sono fermi da mesi a causa del divieto di spostarsi da una Regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia. Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio, allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”.

Dal ministero del Turismo fanno sapere che sono allo studio soluzioni per trovare un punto di equilibrio in grado di proteggere il comparto e non avvantaggiare i competitor stranieri. Lo sguardo però è proiettato all’estate: il ministro Massimo Garavaglia sta lavorando a un provvedimento per “liberare” al massimo entro giugno le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico. Quest’ultimo con ogni probabilità andrà effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio. In alternativa è possibile che per partire liberamente sarà necessario il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia.

Il governo fino al 6 aprile ha autorizzato i viaggi senza particolari motivazioni (e senza obbligo di quarantena al ritorno) verso Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira ), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi i territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

In molti di questi Paesi tuttavia sono previste restrizioni e periodi di quarantena all’arrivo, dunque prima di progettare una vacanza è fondamentale consultare il portale ViaggiareSicuri del ministero degli Esteri per saperne di più. Per adesso la Spagna è una delle poche nazioni a consentire gli arrivi da tutti gli Stati europei e appartenenti allo spazio Schengen senza obbligo di quarantena. Per Malta siamo “arancioni” e perciò i viaggiatori provenienti dagli aeroporti italiani, esclusi quelli in arrivo da Sicilia e Sardegna (ritenute regioni “verdi”), devono presentare un test di negatività prima d’imbarcarsi su un volo in partenza per l’isola e una volta giunti a destinazione vengono sottoposti a misure di screening ma non a isolamento.

In Croazia si può accedere presentando l’esito negativo al tampone effettuato nelle 48 ore precedenti all’arrivo. Nemmeno la Svizzera prevede la quarantena, a patto però che non si provenga da una Regione italiana ad alto rischio ossia catalogata come rossa (la Campania è una di queste). Diverso il discorso in Grecia, dove per tutti coloro che fanno ingresso nel Paese è previsto fino a data da destinarsi l’obbligo di rispettare un periodo di autoisolamento fiduciario.