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Primo maggio senza lavoro, messaggi dei sindaci della costiera

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Una Festa del Lavoro senza lavoro. Il primo maggio 2020 è segnato dall’emergenza Covid-19 che non solo ci ha costretti chiusi in casa, ma sta creando pesanti difficoltà a chi non ha mezzi per sostenere la propria famiglia. Una situazione difficile soprattutto in costiera sorrentina dove la principale fonte di reddito per la maggior parte della popolazione è rappresentata dal turismo, settore, ad oggi, completamente bloccato.

Ed in questa circostanza i sindaci inviano messaggi ai propri concittadini assicurando il loro sostegno.

Giuseppe Cuomo sindaco di Sorrento:
In questa giornata del Primo Maggio, vorrei dedicare una riflessione al lavoro che non c’è.
La crisi occupazionale, che già soffocava l’Italia, costringendo tanti ad andare via per trovare fortuna, è diventata un’emergenza a causa del coronavirus.
Un quadro preoccupante, tanto quanto quello sanitario.
Nella nostra terra, dove il turismo impiega la quasi totalità della popolazione, centinaia di famiglie sono in ginocchio.
In queste settimane, le varie iniziative di solidarietà che abbiamo organizzato, hanno mostrato che sono davvero in tanti coloro che hanno bisogno di aiuto.
Per questo, abbiamo acceso i riflettori anche sulla questione dei lavoratori stagionali, che sono stati fino ad ora esclusi dal contributo di 600 euro. Una situazione paradossale che contiamo possa essere presto risolta.
Ma intanto bisogna ricominciare a programmare, ad immaginare il futuro che ci aspetta, ad investire, a chiedere linee guida precise lungo le quali muoverci.
Non ci fermeremo, per dare risposte a chi oggi chiede lavoro, tutele, diritti e dignità.

Vincenzo Iaccarino sindaco di Piano di Sorrento:
Una festa dei lavoratori dedicata soprattutto a coloro che il lavoro non lo hanno più, che lo hanno perso per colpa di questa emergenza, che non potranno riaprire le loro attività, dopo due mesi di lockdown, perchè non ce la fanno.
Tanti i settori in sofferenza che vivono l’incertezza del domani: dal turismo, ai trasporti, alla ristorazione, al mondo della cooperazione, all’ agricoltura, al settore zootecnico,al comparto della cultura, alle piccole e medie imprese che si vedono costrette a chiusure forzate.
Il problema della qualità e della dignità del lavoro si intreccia con altre componenti di precarietà umana e spirituale.
Una festa del lavoro, questa del 2020, dedicata anche a coloro che sono morti per salvare altre vite, ai medici, agli operatori sanitari, alle Forze dell’Ordine, ai volontari sempre in prima linea.
In questo primo maggio, è evidente quanto siano necessarie misure di aiuto alle famiglie e alle imprese.
Il Nostro compito,quello di uno Stato democratico, è in questa emergenza soprattutto quello di aiutare le categorie solitamente più fragili e meno tutelate, i lavoratori autonomi, gli irregolari, i precari, chi ha contratti a tempo determinato, le piccole imprese e chi il lavoro rischia di perderlo definitivamente.’
Noi ci siamo e non ci arrendiamo.

Andrea Buonocore sindaco di Vico Equense:
Celebrare la festa del lavoro, oggi, è surreale.
L’economia italiana è ferma da ormai due mesi e, per una terra come la nostra, a forte vocazione turistica, si preannunciano mesi difficili da affrontare.
I cittadini di Vico Equense hanno da sempre dimostrato forza di volontà e capacità notevoli.
Riusciremo ad affrontare al meglio anche l’emergenza che oggi ci vede coinvolti.
Da parte mia e di tutta l’Amministrazione Comunale c’è e ci sarà piena volontà di aiutare i nostri concittadini utilizzando ogni mezzo possibile.
Verrà il giorno in cui torneremo alla vita di sempre; verrà il giorno in cui torneremo a celebrare la festa del lavoro, ma non è oggi quel giorno.
Oggi è il tempo di tenere duro e continuare a seguire con abnegazione le indicazioni del Governo e della Regione.
Ne usciremo presto.
Ne usciremo tutti. Ne usciremo più forti.
Buon Primo Maggio a Tutti
E faremo in modo che nessuno resti indietro.