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Lutto in costiera sorrentina per la morte di don Pasquale Ercolano

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Sorrento e la sua costiera dicono addio a don Pasquale Ercolano. Nato il 3 settembre 1939 e ordinato sacerdote il 9 luglio 1966, don Pasquale è stato aiutante parroco a Sant’Agnello fino al 1968. Poi Fino prestò servizio nella chiesa della frazione di Trasaella dove rimase fino al 1972 prima di approdare alla Cattedrale di Sorrento per i successivi 25 anni. Dopo aver ricoperto la carica di rettore del seminario arcivescovile di Sorrento, tornò come parroco a Trasaella dov’è rimasto fino all’ultimo approdo a Marina di Puolo.

Oltre che per la disponibilità e la costante attenzione per i giovani, don Pasquale Ercolano è noto per la sua passione per il calcio. Negli anni Sessanta fu tesserato del San Giovanni Battista di Massaquano. Dopo poco tempo, però, fu costretto ad abbandonare la squadra che all’epoca militava nel campionato di seconda categoria. In seguito, la passione per il calcio lo portò a fondare la squadra dei preti della diocesi e a fare da padre spirituale del Sorrento Calcio fin dai tempi di Achille Lauro.

Il ricordo del sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani: “Ci ha lasciati don Pasquale Ercolano, amato concittadino di Sant’Agnello, espressione della migliore tradizione religiosa della penisola sorrentina.

Uomo di fede, gentile nell’animo, ha seguito ed incoraggiato con l’esempio generazioni di giovani che ne portano nel cuore vivo il ricordo. È stato artefice di una religione che sa farsi credo civile.

Sono profondamente commosso per la sua dipartita e con me l’intera comunità cittadina”.

Il ricordo del giornalista Antonino Pane. “Andate in pace e portate pace. Le Messe don Pasquale le concludeva così. E quel portate non era una banale raccomandazione di commiato. Era il suo messaggio di fratellanza il suo modo di trasmettere amore per il prossimo.

L’ultima volta che ho avuto il piacere di ascoltarlo è stato alcune settimane fa al cimitero di Sorrento. Era stanco, già minato nel fisico. Durante la Messa più volte si interruppe per sedersi qualche secondo. Ma quel suo ultimo portate pace lo pronunciò con più intensità del solito. Era il suo testamento. Grazie don Pasquale, resterai per sempre nel mio cuore”.