La penisola piange la scomparsa di Renato Balsamo

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SORRENTO. E’ venuto a mancare uno degli artisti più conosciuti della penisola sorrentina. Renato Balsamo si è spento nella sua casa di Sorrento all’età di 79 anni. I funerali avranno luogo domattina. Il corteo funebre prenderà il via dalla sua casa di via Nastro Verde alle ore 10:30 per raggiungere la cattedrale di Sorrento dove sarà officiata la cerimonia.

Di seguito proponiamo la biografia dell’artista:

Renato Balsamo nasce a Napoli nel 1937 da genitori sorrentini. Inizia gli studi arti­stici nel 1953 presso l’Istituto Statale d’Ar­te di Sorrento e già dal 1954 partecipa a mo­stre nazionali e internazionali. Trasferitosi a Torino nel 1957, continua qui i suoi studi e si iscrive all’Accademia di Belle Arti, per poi passare all’Ac­cademia di Belle Arti di Napoli dove si diploma nel 1961. Soggiorna per un periodo inten­so di ricerca e di studio in Spagna; qui visita la Calcografia Nazionale di Madrid, dove tocca con mano le lastre di rame del Goya, lo studio di Antoni Tàpies, una grande personale di Picasso e ammira l’architettura del Gaudì. Nel novembre dello stesso anno si trasferisce a Cortina ed inizia l’attività di docente presso il locale Istituto Statale d’Arte.

Incontra e diventa amico del famoso collezionista d’Arte del Novecento, Mario Rimoldi, a lui già noto dagli anni di Torino. Rimoldi gli mette a disposizione un atelier e gli acquista delle opere; nel 1962 lo presenta alla Galleria Santo Stefano di Venezia. In quell’occasione conosce Bruno Saetti e Guido Cadorin, nonché il critico d’arte Paolo Rizzi, che in un suo articolo ne “Il Gazzettino” di Venezia lo definisce “un giovane da tenere d’occhio”. Nello stesso periodo tiene contatti con lo studio Marconi di Milano, ma per breve tempo per non abbandonare Cortina.

Nel 1963 Giuseppe Marchiori lo presenta per una personale al Circolo Artistico di Cortina, allora importante centro culturale che annovera tra i soci Rodolfo Pallucchini, Rosita Mecenati e Pietro Cavellini, presenti all’inaugurazione a sottolineare l’interesse per il giovane artista.

Nel 1964, con Mario Rimoldi, Reanato Balsamo visita lo studio di Giorgio de Chirico a Roma. L’incontro si rivela molto importante per il giovane pittore, che riceve dal maestro la sua famosa “ricetta” (in realtà, di Böcklin) della tempera all’uovo.

Seguono nel 1965 alcune importanti mostre personali, tra cui quella allestita alla Galleria del Cerchio di via del Babuino a Roma, con presentazione di Giuseppe Gatt, e quella alla Galleria Hausammann di Cortina, presentato da Gianlorenzo Mellini, dove espone anche in alcune collettive insieme a Music, Santomaso, Plessi e Celiberti.

Nel 1968, con la presentazione del poeta Andrea Zanzotto, tiene una personale alla Galleria Medea di Cortina e, successivamente, presso alla Galleria Arte Oggi di Pescara, il manifesto della mostra viene scelto dalla rivista “Domus” tra i venti migliori manifesti del mondo. Inizia, in quel periodo un intenso ciclo di rivisitazioni e citazioni di Arnold Böcklin.

Nel 1970 assume la direzione dell’Istituto Statale d’Arte di Cortina d’Ampezzo, che mantiene fino al 1982. Nello stesso anno ini­zia un’intensa collaborazione di lavoro con la Galleria Forni di Bologna. Nel 1973, per conto delle Regole d’Ampezzo, realizza il Museo d’Arte Mo­derna “Mario Rimoldi” del quale è direttore.

Negli anni Ottanta espone in spazi pubblici e privati, quali alla Galleria dello Scudo di Verona, all’Ariel di Vicenza, alla Forni di Bologna, al Castello Estense di Mesola (Ferrara), al Castello Svevo di Bari, ma anche in fiere internazionali e all’estero: musei di Tokyo e spazi pubblici e privati, tra Losanna, Innsbruck e Baltimora.

Nel 2004 realizza le tavole del Purgatorio per l’edizione in tre volumi de La Commedia edita da FMR-ART’E’.

Dal 2005 espone presso la Galleria Goethe di Bolzano, la Maison d’Art di Montecarlo, la galleria Marieschi di Monza, a Cortina d’Ampezzo alla galleria Civica (Palazzo delle Poste) e alla galleria Marescalchi, al Castello Aragonese di Ischia, ad alcune edizioni di “Vineart”, la Fiera di Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano.

Hanno scritto di Renato Balsamo, tra gli altri, Mario Luzi, Bruno Munari, Vittorio Sgarbi, Ferruccio Ulivi, Lea Vergine, Andrea Zanzotto e Federico Zeri.