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Housing sociale a Sorrento, interrogazione parlamentare

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SORRENTO. L’housing sociale di Santa Lucia finisce in Parlamento. In particolare, in base a quanto fa sapere l’ex candidato sindaco di Sorrento del Movimento 5 Stelle, Rosario Lotito, al centro di un’interrogazione della senatrice Virginia La Mura ai ministri competenti ci sarebbero le autorizzazioni concesse dalla Soprintendenza per la realizzazione degli interventi.

“Quante volte la Sopraintendenza ha bocciato piccoli interventi di privati cittadini – si legge nella nota diffusa sul blog pentastellato -, come cambiare una tegola, una mattonella, una pavimentazione in una buia cantina, un ombrellone o una tenda. Sia chiaro la legge e le regole valgono per tutti e tutti siamo tenuti a rispettarle, ma spesso capita che per alcuni tali regole non valgono. Un dubbio lo abbiamo avuto e proprio in virtù di tale dubbio che vogliamo vederci chiaro. Grazie ad una interrogazione parlamentare della senatrice Virginia La Mura tali dubbi sono stati portati all’attenzione dei ministri per i Beni e le attività culturali e delle Infrastrutture e dei trasporti al fine di verificare la correttezza e la legittimità dei procedimenti amministrativi inerenti all’intervento di housing sociale nel rione Santa Lucia, a Sorrento, in particolare relativamente l’operato della Soprintendenza di Napoli”.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti. –
Premesso che a quanto risulta all’interrogante:
il Comune di Sorrento (Napoli) il 15 ottobre 2018 ha rilasciato permesso a costruire per realizzare un intervento di housing sociale di ben 53 appartamenti, oltre 200 box interrati, in sostituzione di un capannone già della società Aprea Mare. L’intervento è stato previsto in un’area densamente urbanizzata e abitata;
risulta all’interrogante che sotto l’accattivante dizione housing sociale, si celino attici lussuosi con piscine e giardini pensili, e il solo 30 per cento sarebbe effettivamente destinato all’edilizia sociale;
in proposito, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 7/14 ha definitivamente chiarito che l’housing sociale è tutt’altro rispetto all’edilizia economica e popolare, che resta l’unica possibilità prevista dal piano urbanistico territoriale (PUT) nell’ambito del Comune di Sorrento;
il fabbricato è stato progettato per un’altezza di circa metri 21 dal piano di campagna, ma l’art. 19 del Piano territoriale della costiera sorrentino amalfitana per la “sub area 1”, nella quale è inserito il Comune di Sorrento, dispone che i fabbricati non possano avere «altezza massima superiore a m. 14,00» e solo se compatibili con le situazioni ambientali. Di norma l’altezza massima consentita sarebbe pari a metri 7,40;
tuttavia il 3 agosto 2018, il soprintendente ai beni architettonici e ambientali di Napoli si espresse favorevolmente ritenendo ammissibile la procedura semplificata, nonostante si trattasse di un progetto in variante di precedente permesso a costruire, già annullato in autotutela. Detta procedura semplificata, introdotta dall’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, mai si sarebbe potuta applicare, date le previste significative modifiche prospettiche e di sagoma;
l’associazione WWF “Terre del Tirreno” e alcuni privati segnalarono la circostanza inerente al permesso a costruire rilasciato con il suddetto intervento del 3 agosto 2018 al Ministro per i beni e le attività culturali, il quale chiedeva chiarimenti al soprintendente che, dopo oltre 50 giorni, con nota firmata anche dal responsabile del procedimento, prot. 0020419 del 20 dicembre 2018, rispondeva: «al fine di dare risposte al Ministero sulle problematiche avanzate dagli scriventi si chiedono idonei chiarimenti in ordine alla determinazione delle altezze del fabbricato in coerenza con quanto previsto dalle norme del vigente PUC tenuto conto che si tratta di un edificio che si articola su diversi piani di livello e non su un unico piano di campagna»;
considerato che, a giudizio dell’interrogante:
la vicenda appare grottesca e di gravità inaudita, essendo evidente che avrebbe dovuto essere la Soprintendenza a indicare quali parametri avesse applicato per valutare il fabbricato conforme al PUT e non già chiedere al Ministero la soluzione tecnica. Per di più, dopo aver già espresso in data 3 agosto 2018 un parere favorevole che, alla luce della nota del 20 dicembre 2018, appare formulato senza adeguata istruttoria circa la compatibilità dell’edificio con il PUT;
la soprintendente avrebbe dovuto chiarire le ragioni per le quali ha inteso applicare una procedura semplificata, nonostante non ve ne fossero i presupposti, come segnalato dal WWF;
il 16 gennaio 2019 è intervenuta un’ordinanza del TAR Campania, VII sezione, che ha disposto l’acquisizione presso il Comune di Sorrento e la Soprintendenza di Napoli degli atti istruttori, che hanno preceduto la valutazione relativa alle altezze massime del fabbricato oltre al parere favorevole espresso,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di accertare, alla luce di quanto disposto dal TAR Campania, la correttezza e la legittimità dei procedimenti amministrativi inerenti all’intervento di housing sociale, in particolare relativamente l’operato della Soprintendenza di Napoli, nonché del citato parere espresso il 3 agosto 2018, procedendo, ove si riscontrino irregolarità, ad atti anche sostitutivi o di indirizzo, onde evitare l’ennesima violazione della normativa urbanistica e paesaggistica vigente.