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Dopo 16 anni lascia il direttore del Parco di Punta Campanella

miccio

“Avremo le Bandiere Blu anche per il 2020. Un risultato straordinario per la penisola sorrentina, che si specchia in un mare ancora più limpido e pulito. Il fermo Covid da questo punto di vista ha prodotto risultati eccezionali che saranno certificati a breve anche dalla Guardia Costiera che sta effettuando prelievi lungo tutta la costa”. Per Antonino Miccio, direttore dell’Area marina protetta di Punta Campanella, questa è l’ultima soddisfazione raccolta. Dal primo giugno non sarà più alla guida di questa importante istituzione.

“Ho scelto di andare via – dice – perché il clima sta cambiando in vista delle elezioni amministrative. Nulla e nessuno contro il mio lavoro – voglio sottolinearlo – ma ho scelto liberamente di lasciare tant’è che non ho neanche presentato la candidatura per il rinnovo dell’incarico”. L’Area marina protetta di Punta Campanella ha ottenuto risultati strabilianti sotto la conduzione di Antonino Miccio. Risultati riconosciuti da tutti gli enti che collaborano alla salvaguarda dell’ambiente marino: la Guardia Costiera, la Stazione zoologica Anton Dohrn, le varie associazioni ambientaliste hanno sempre sottolineato la grande capacità di conduzione di Antonino Miccio.

Un riconoscimento arrivato anche dal ministero dell’Ambiente che già da molti mesi lo ha chiamato, ad interim, alla direzione dell’Area Marina protetta Regno di Nettuno, quella che comprende la fascia costiera di Ischia, Procida e Vivara. Esperienza, capacità tecniche e grande capacità di ascolto. Questi i meriti riconosciuti.

“Per sedici anni – aggiunge Miccio – ho avuto la possibilità di lavorare in un grande team. Prima di lasciare scriverò una lettera di ringraziamento a tutti i dipendenti dell’Area marina, ai collaboratori, a quanti mi hanno dato la possibilità di raggiungere risultati straordinari dal punto di vista ambientale. La difesa del territorio, della fauna marina di tutto l’ecosistema è stata una priorità per tutti noi”.

La difesa integrale della baia di Ieranto, quella di tutta la costa di Massa Lubrense e Sorrento fino a Positano. I ri- sultati ottenuti sono stati messi a disposizione di tutti nel centro multimediale dove telecamere subacquee documentano ogni istante la vita nei fondali della baia incontaminata.

E poi il progetto Mare, una sorta di Erasmus del mare, che ha avuto riconoscimenti in vari Paesi europei. “Con gli studenti – aggiunge Miccio – abbiamo lavorato benissimo. La sensibilità dei giovani ha stimolato sacrifici e dedizione. Anni bellissimi, lo ripeto, che hanno messo l’Area marina protetta di Punta Campanella al centro dell’attenzione generale”.

E poi la repressione. Con la collaborazione della Guardia Costiera la lotta senza quartiere ai datterai. Avvistamenti, segnalazioni, finanche interventi notturni per difendere quegli speroni di roccia che sono da sempre il simbolo della penisola sorrentina. “La battaglia ai datterai deve continuare a tutti i costi. Il danno che arrecano ai fondali dell’Area marina protetta sono rilevantissimi. La sensibilità raggiunta intorno a questo problema, comunque, certamente continuerà a dare risultati”.

Ma non solo difesa. Difesa e godimento. Antonino Miccio ha improntato lungo questa direttrice la sua attività in penisola sorrentina. La conferma è arrivata, ad esempio, con l’istituzione del campo boe Le Mortelle accanto a Marina del Cantone: 33 boe dove si può attraccare e godere di uno dei fantastici angoli della costiera. “Chiudere tutto non serve – aggiunge Miccio – bisogna difendere e consentire il godimento”. La strada è questa, non ci sono dubbi.

di Antonino Pane da Il Mattino