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Da Sorrento le richieste degli albergatori al ministro del Turismo

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Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, è stato ieri a Napoli dove ha avuto una serie di incontri per acquisire le proposte del territorio campano per il rilancio del comparto dell’accoglienza. Anche Mario Colonna, albergatore di Sorrento, ha avuto modo di sottoporre un documento, a nome di Aicast, all’esponente del governo Draghi. Di seguito la missiva con le problematiche evidenziate e le idee per la ripartenza.

Illustre signor ministro Garavaglia,
sono Mario Colonna albergatore in quel di Sorrento e a nome dell’Aicast le segnaliamo alcune criticità e conseguenti proposte relative al nostro comparto.

La prima riguarda una prossima tegola che potrà cadere sulle imprese turistiche italiane e configura l’ipotesi di dover restituire gli acconti ricevuti l’anno passato per i servizi a rendere e che poi sono stati, causa pandemia, annullati. Una norma europea prevede che, trascorsi 18 mesi dal deposito, se non erogati i servizi, le somme vanno rimborsate. Purtroppo la scadenza si avvicina e la possibilità di dover restituire le somme, in molti casi più che rilevanti, anche. Ecco perché è ancora più urgente e necessario l’allungamento del periodo di pre-ammortamento per la restituzione dei prestiti alle imprese, e garantiti dallo stato, così come anche quello delle moratorie scadenti a fine giugno.

La ripresa dell’attività lavorativa sarà anche quest’anno caratterizzata da affluenza con picchi nei weekend e nelle settimane di altissima stagione. Da ciò la improrogabile necessità, al fine di permettere alle aziende, ed in particolar modo a quelle stagionali, di rispondere in termini di servizi adeguati a tali esigenze, di ripristinare i voucher i quali permettevano di chiamare lavoratori anche per pochi giorni secondo le occorrenze aziendali.

Uno dei principali attrattori turistici Italiani è il patrimonio artistico e la visita, soprattutto da parte degli stranieri, ai musei e monumenti è imprescindibile. Per stimolare la domanda turistica verso il nostro Paese, allora, perché non estendere, così come già previsto per gli associati all’Aire dalla scorsa legge finanziaria, l’ingresso omaggio a tutti i musei e monumenti italiani anche per i turisti per l’anno in corso ed il prossimo? Considerato che i dati statistici indicano che quasi il 50% dei visitatori di già non paga e che gli incassi nazionali non superano i 350 milioni di euro, una iniziativa del genere costerebbe un’inezia rapportata al fatturato del turismo Italiano (meno dell’1%) e rappresenterebbe un messaggio promozionale globale a costo zero.

Se a ciò affianchiamo l’utilizzo delle restanti risorse disponibili per i buoni vacanze abbiamo buone possibilità di riacciuffare, piano vaccinale e conseguente pass permettendo, la ripartenza già nei prossimi mesi. Ovviamente si dovrà infine permettere, con il prossimo decreto ristori contenente aiuti sulle spese fisse e un anno bianco fiscale, alle aziende di arrivare vive ed in piedi alla auspicata ripartenza.

L’ultimo punto riguarda la sburocratizzazione. Questo è il nostro tallone d’Achille. Le aziende sono ingessate dalla burocrazia e dalla oramai pratica consolidata da parte dei dirigenti di rallentare, non decidere, non firmare alcunché per paura delle conseguenti responsabilità. Ciò molto spesso ha, per il passato, impedito di ottenere i benefici previsti dalla legge, vedi bonus edilizi, e per il prossimo futuro, sic stantibus rebus, impedirà alle imprese anche di usufruire di quelle agevolazioni inserite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la sostenibilità ambientale o la riqualificazione o adeguamento degli standard qualitativi delle strutture ricettive.