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Crisi del turismo, persi 110mila posti. In arrivo sussidi per gli stagionali

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A giugno sono andati persi ben 110mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura nel settore del turismo. A rilevarlo è l’osservatorio di Federalberghi-Confcommercio, secondo cui peraltro la situazione è destinata a peggiorare dato che, per la restante parte della bella stagione, sono a rischio altri 140mila posti di lavoro temporanei. Per luglio, ad esempio, le previsioni sono tutt’altro che tranquillizzanti visto che l’83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto al 2019.

Una crisi settoriale che è l’onda lunga del calo di presenze registrato dal mercato del turismo. Una contrazione dell’80,6% rispetto al giugno 2019 che, secondo le stime dello stesso osservatorio, è dovuto al fatto che i flussi dall’estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%).

“La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana – commenta il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (-68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69,0%)”.

Per questo la situazione rischia di diventare esplosiva soprattutto in aree come la costiera sorrentina dove il turismo rappresenta il volano dell’intera economia. Tant’è che stanno continuando le proteste. l’altro giorno moltissimi lavoratori stagionali hanno manifestato a Roma e i loro rappresentati sindacali sono stati ricevuti dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che ha garantito sulla probabile proroga per gli ammortizzatori sociali e soprattutto, lo slittamento riguardo il divieto di licenziare che al momento è valido fino al 31 agosto.

In particolare per gli operatori turistici all’inizio della settimana è arrivato il decreto ministeriale che li include nei prossimi sussidi. Un bonus da 600 euro rivolto ai lavoratori del settore del turismo che, pur lavorando come stagionali, sono stati assunti con contratti a tempo determinato e per questo non hanno avuto accesso agli strumenti di sostegno al reddito stanziati dal Governo.