Vico Equense. Il caso spiagge arriva in Parlamento

La questione delle spiagge di Vico Equense approda anche in Parlamento. Dopo i blitz del deputato Francesco Emilio Borrelli arriva ora un’interrogazione presentata alla Camera dall’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, firmata anche dai suoi colleghi di partito del M5s, Carmen Di Lauro e Gaetano Amato.

La richiesta di chiarimenti è indirizzata al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al ministro dell’interno ed al ministro del turismo. “La fascia costiera del comune di Vico Equense rappresenta un’area di straordinario pregio paesaggistico, ambientale, storico e archeologico, sottoposta a vincoli di tutela paesaggistica e ambientale ai sensi della normativa statale e regionale vigente – si legge -. Le spiagge del Pezzolo e delle Calcare alla Marina d’Aequa costituiscono beni immobili appartenenti a tutti gli effetti al demanio marittimo statale, per loro natura destinati all’uso pubblico e alla libera e collettiva fruizione da parte della cittadinanza”.

“Sin dal 2011, a seguito dell’adozione di ordinanze sindacali motivate da presunte esigenze di sicurezza e manutenzione, è stata disposta la chiusura degli accessi a tali arenili mediante l’installazione di cancelli e barriere fisiche in determinate fasce orarie – scrive ancora il ministro dei governi Conte dal 2018 al 2021 -. Tale disciplina restrittiva ha generato motivate contestazioni da parte di cittadini, comitati locali e associazioni ambientaliste, le quali denunciano da anni un’indebita e gravosa compressione del diritto inalienabile di libero accesso alla costa e al mare”.

“Molteplici denunce di esponenti politici e movimenti territoriali – scrive Costa – hanno evidenziato criticità diffuse lungo tutto il litorale della penisola sorrentina, caratterizzate da violazioni sistematiche quali: l’occupazione abusiva degli arenili senza rispetto delle fasce di battigia, l’assenza o inadeguatezza di percorsi idonei a garantire l’accessibilità alle persone con disabilità, il mancato rispetto delle distanze tra le attrezzature balneari, nonché l’installazione impropria di recinzioni, muri, cancelli e manufatti in cemento”.

“Nonostante i continui esposti, le risposte e le attività di vigilanza da parte degli enti preposti (Capitaneria di porto, Agenzia del demanio, Soprintendenza e amministrazioni locali) risulterebbero essersi rivelate discontinue e insufficienti – aggiunge l’esponente pentastellato -. Destano ulteriore e forte preoccupazione le recenti procedure di partenariato pubblico-privato avviate dal comune di Vico Equense per la riqualificazione della Marina d’Aequa, le quali rischiano di sottrarre ulteriori quote di territorio alla fruizione pubblica in favore di una progressiva privatizzazione del litorale”.

“Il diritto di libero e gratuito accesso alla battigia e al mare costituisce un interesse pubblico primario, espressamente tutelato dal quadro normativo vigente – mette in chiaro Sergio Costa -. Ogni misura limitativa dell’accessibilità demaniale deve essere giustificata da motivazioni di interesse generale e rivestire carattere di eccezionalità, temporaneità e stretta proporzionalità; la tutela della legalità e la salvaguardia dell’ambiente costiero richiedono un controllo costante da parte delle amministrazioni statali competenti”.

In ragione di tutto ciò, attraverso l’interrogazione si chiede “se il Governo sia a conoscenza delle criticità esposte relative alla chiusura degli accessi alle spiagge del Pezzolo e delle Calcare e quali siano gli intendimenti alla luce dei princìpi di libera accessibilità del demanio marittimo; quali verifiche e sopralluoghi siano stati effettuati, negli ultimi tre anni, da parte dei soggetti competenti in ordine alla correttezza delle procedure di installazione dei cancelli, delle barriere fisiche
e dei titoli concessori lungo la Marina d’Aequa e nell’intera penisola sorrentina; quali siano stati gli esiti degli accertamenti e quali provvedimenti sanzionatori, di sospensione o di ripristino dello stato dei luoghi siano stati adottati nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni riscontrate; per quali ragioni alle segnalazioni dei cittadini nel corso degli anni non abbiano fatto seguito tempestivi ed efficaci interventi di controllo e quali ostacoli abbiano impedito il regolare esercizio del potere sanzionatorio e repressivo; quali iniziative urgenti di competenza i Ministri interrogati intendano assumere per garantire la piena ed effettiva fruizione pubblica del demanio marittimo nella penisola sorrentina, con particolare riguardo alle aree di Marina di Aequa, Seiano e Tordigliano; se non ritengano opportuno promuovere, per il tramite delle articolazioni periferiche e delle prefetture competenti, un tavolo di coordinamento ai fini del censimento e della rimozione di qualsiasi opera o manufatto che impedisca o limiti il libero accesso e la continuità del bagnasciuga”.

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